Iacona, viaggio nella realtà dalla pandemia all'odio in rete

Presadiretta torna dall'1 febbraio su Rai3. Si parte dalla sanità lombarda e calabra

Un viaggio in Lombardia e in Calabria "per cercare di capire le ragioni strutturali che in Italia ci hanno impedito di muoverci velocemente, da maggio a ottobre, nel contrasto alla seconda ondata della pandemia, rivelatasi molto più pericolosa della prima. Indaghiamo su un modello di sanità, rivelatosi fallimentare, che in modo diffuso, ma soprattutto in Lombardia, destina grandissima parte delle risorse, del business e del consenso politico agli ospedali, trascurando la medicina del territorio e la prevenzione. Per cambiare serve una rivoluzione copernicana". Lo dice Riccardo Iacona all'ANSA parlando dell'inchiesta dal titolo 'C'era una volta la sanità pubblica' dalla quale parte il nuovo ciclo in otto puntate di Presadiretta lunedì 1 febbraio alle 21.20 Rai3.

"Se c'è una cosa che ci insegna questa pandemia - aggiunge il giornalista, conduttore del programma e suo autore insieme a Cristina De Ritis, in una squadra che comprende, fra gli altri, Giulia Bosetti, Lisa Iotti, Raffaella Pusceddu, Daniela Cipolloni, Teresa Paoli, Francesca Nava, Elena Stramentinoli, Luigi Mastropaolo, Raffaele Manco, Andrea Vignali - è che non esiste cura della salute pubblica senza i dipartimenti di prevenzione. Non solo per curare il covid, ma anche per tutte le altre malattie".

Negli otto appuntamenti hanno un posto di rilievo tutte le emergenze aggravate dalla pandemia, come la corsa ai vaccini e il long covid, cioè le conseguenze di lunga durata della malattia; la crisi economica e la sfida del Recovery Fund; l'invasione e la distruzione degli ecosistemi che ci espone ad altri "salti di specie" e nuovi virus. "Bisogna agire subito con ogni strumento per uscire bene dalla pandemia. Serviranno tempo e resilienza. Per ora, certo, l''andrà tutto bene' ce lo siamo scordato - commenta Iacona - E' un percorso che deve essere figlio di un lavoro di costruzione politica sulle varie tematiche, dall'economia, all'ambiente, alla ricerca scientifica".

Presadiretta punta i riflettori anche sull'Amazzonia sempre più devastata dagli interessi economici e sull'industria delle armi, "un commercio nel quale l'Italia è fra i Paesi più potenti al mondo - sottolinea Iacona -. Giulia Bosetti, che già aveva realizzato la puntata su Regeni, riparte dall'Egitto, anche perché ci sono maggiori certezze sulla catena di comando che ha causato quella tragedia. Si comprende come alimentare questi governi con le armi significhi nutrire un mostro che alla fine ti si rivolta contro". Il programma si immergerà inoltre nell'odio in rete, declinato in molteplici e pericolose forme, dai no vax alle minacce che diventano violenza reale "come abbiamo visto recentemente negli Usa: lo sforzo è capire chi c'è dietro un fenomeno che inquina la società civile e la democrazia".

Spazio anche all'inchiesta che racconta 'Rinascita Scott" la più grande operazione contro la 'Ndrangheta fatta negli ultimi anni: a portarla avanti la Procura di Catanzaro diretta da Gratteri. "Hanno monitorato per 4 anni il clan Mancuso e i clan collegati. Ne sono scaturite 13 mila pagine attraverso cui si vive in presa diretta la vita dei clan; si capisce come si alimentano e come creano una grande rete che attraverso anche la massoneria deviata, arriva ad avvocati, professionisti, magistrati, poliziotti infedeli".

Presadiretta è nato nel 2009: "In ogni edizione ci motiva il grande entusiasmo e la passione per il racconto. Dedichiamo a ogni inchiesta circa tre mesi di lavoro - dice Iacona - e il pubblico ci dimostra di considerare importante e onesto il nostro sforzo di approfondimento. Ogni ciclo ci arricchisce di conoscenze, è come un'università permanente". Venendo a questi ultimi giorni, che impressione ha di questa crisi di governo? "Terribile. Il paese è esterrefatto. Credo la maggioranza degli italiani sia terrorizzato dalla prospettiva che si possa rotolare verso le elezioni, in mesi cruciali nei quali c'è bisogno invece di operatività. Ora va trovata una soluzione forte anche nei confronti dell'Europa, sennò perdiamo l'unica partita importante per uscire dalla pandemia anche meglio di prima".

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