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Nicolai Lilin, sbagliato ritenere Navalny un oppositore di Putin

Nicolai Lilin, sbagliato ritenere Navalny un oppositore di Putin

Scrittore russo all'ANSA: in Occidente abbiamo un'immagine distorta

ROMA, 16 febbraio 2024, 20:15

di Mauretta Capuano

ANSACheck

- RIPRODUZIONE RISERVATA

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L'Occidente ha "un'immagine assolutamente distorta" di Alexei Navalny, il dissidente russo morto in carcere, a 47 anni. Lo scrittore russo naturalizzato italiano Nicolai Lilin, invita ad approfondire "quali siano le origini di questi personaggi" per capire "chi siano veramente". Navalny "non è mai stato un politico, è sbagliato dire che era un oppositore di Putin. Era uno strumento di propaganda, ma non un elemento politico perché l'elemento politico comprende l'esistenza di un programma, di un' idea politica, ciò che Navalny non aveva. Era un blogger che attraverso i social diffondeva le proprie opinioni" dice all'ANSA lo scrittore che dopo vent'anni passati in Italia ora vive all'estero.
L'autore del bestseller Educazione siberiana (Einaudi) e tra gli altri di un libro dedicato a Putin. L'ultimo Zar (Piemme), sottolinea che Navalny "è nato nell'ambiente dell'estrema destra russa, era un nazista. Dall'inizio della sua attività partecipava a un movimento che si chiamava in Russia La marcia russa, un'organizzazione che è stata gestita all'epoca degli oligarchi che poi sono stati tutti sterminati da Putin. Oligarchi nazisti, gente che adorava Hitler, il terzo Reich, che girava con le svastiche e faceva i saluti romani. Navalny spesso si esibiva nel saluto romano, ci sono le foto, e non nascondeva la sua matrice nazista". Poi cosa è successo? "Quando Putin ha massacrato tutti i nazisti, Navalny ha trasformato se stesso in un progetto da vendere. Lavorava con una grande squadra di professionisti, hanno fatto un blog, notiziari, piattaforme social e così via. Era una organizzazione che ha cominciato a ricevere sponsorizzazioni dall'Occidente e Navalny da nazista si è trasformato in un libertario". Navalny incalza Lilin "un elemento di disturbo in Russia che lavora per gli interessi del mercato occidentale. Per questo è stato internato nel carcere. Io sono contrario a questa carcerazione, ma sappiamo che la Russia funziona così, è un sistema autoritario e se ti comporti in un certo modo vieni punito in un certo modo. Poi, quello che è successo in carcere è un mistero" dice. "Nel mio canale privato Telegram ieri ho condiviso un video dove lui appariva, durante l'ennesimo processo, sano, tranquillo, in forze. Oggi è morto. Quindi è chiaro che non aveva una malattia. È stata una morte veloce. La realtà la possiamo solo ipotizzare. Un suo vecchio collaboratore ha fatto una strana dichiarazione: 'può darsi sia stato avvelenato da coloro dei quali da molto tempo si fidava'. Quello che non raccontano in Occidente è che nell'ambiente del movimento anti Putin in Russia da tempo dicono che l'Occidente sfrutta diversi elementi per i propri interessi e quando questi personaggi diventano una 'cartuccia sparata', come nel caso di Anna Politkovskaja e altri, scatta un meccanismo per cui gli occidentali eliminano queste persone per sfruttarle come martiri. È un'altra teoria che gira negli ambienti liberali russi perché tutti questi morti sono strani" sottolinea Lilin. Certo è, continua lo scrittore, che "a Putin la morte di Navalny in carcere non serviva proprio nulla. A Putin Navalny serviva come un detenuto per mostrare a tutti che il sistema putiniano può usare la legge per reprimere coloro che cercano di sabotare il funzionamento dello Stato. A Putin non serviva ammazzarlo. C'era più interesse in Occidente per trasformarlo in martire e portarlo avanti come bandiera della libertà". In Russia ci sono "i veri oppositori di Putin, persone di estrema sinistra, tanti comunisti che sono stati in carcere ma che non fanno gli interessi dell'Occidente, fanno gli interessi della Russia e per questo Putin li lascia vivere. L'Occidente non capisce la Russia, questo è il problema più grande. L'Occidente è diventato troppo arrogante. Siamo chiusi nel nostro mondo piccolo che sta colassando. Non sappimao neppure l'80% della realtà oggettiva. Non c'è più posto per nessuna egemonia" dice senza mezzi termini Lilin.
   

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