Cresce mercato dei libri, traino è digitale

Dati Aie con Nielsen il 29 alla Scuola per Librai Mauri

Il mondo del libro ha reagito bene alla pandemia e l'Italia si è rivelata un modello in Europa per il sostegno al settore. Un'inaspettata crescita del 2,4% con il raggiungimento di 1,54 miliardi di euro a prezzo di copertina, è stata registrata dall'editoria di varia nel 2020, cioè i libri di narrativa e saggistica e per bambini e ragazzi venduti nelle librerie fisiche e online e nella grande distribuzione, gli ebook e gli audiolibri. Ma è il digitale a far da traino con una grande impennata: per gli ebook +37% (97 milioni) e per gli audiolibri +94% (17,5 milioni). Grazie a questa crescita, la lettura e l'ascolto digitale valgono oggi il 7,4% delle vendite del comparto varia. Mentre soffrono le librerie e avanza l'online.
    Sono i dati dell'analisi di mercato realizzata dall'Ufficio studi Aie, in collaborazione con Nielsen, illustrati il 29 gennaio dal presidente dell'Associazione Italiana Editori - Aie e vice presidente della Federazione degli editori europei - Fep, Ricardo Franco Levi,  in occasione della giornata conclusiva del XXXVIII Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri.
    L'Italia è protagonista di una delle migliori performance a livello europeo "grazie all'impegno degli editori, che nei mesi più difficili hanno continuato a investire, dei librai, del governo e del Parlamento che hanno varato un vasto piano di aiuti e scelto di considerare per la prima volta il libro bene essenziale, permettendo così di tenere aperte le librerie durante i lockdown", ha spiegato Levi.
    Nel 2020 le vendite di libri cartacei sono cresciute dello 0,3% a prezzo di copertina, toccando 1,43 miliardi. Più significativa la crescita in termini di copie (+2,9%), dove il +36,6% degli e-book ha più che compensato il leggero calo delle copie di libri (-0,8%). Nel complesso, gli italiani hanno acquistato 104,5 milioni di libri, al netto degli audiolibri per i quali non è possibile avere un valore "a copia", perché in prevalenza acquistati in abbonamento.
    Numeri positivi dietro i quali si nasconde, tuttavia, uno scenario complesso. Le librerie, e più in generale i canali fisici, cedono quote di mercato all'online che dal 27% del 2019 cresce fino al 43%. Da segnalare la concentrazione di una larga fetta delle vendite nelle mani di un solo operatore. I canali fisici, però, hanno recuperato un po' di terreno rispetto all'online nel corso dell'anno, passando dal 52% di aprile al 57% di fine dicembre. In particolare difficoltà sono le librerie di catena e quelle che si trovano nei centri turistici delle città d'arte, all'interno dei centri commerciali, stazioni ferroviarie e aeroporti.
    Nel confronto con l'Europa, il dato positivo italiano (+0,3%), esclusi e-book e audiolibri, è superiore a quello di Francia e Germania, che calano rispettivamente del -2% e del -2,3% e poco inferiore a quello spagnolo (+1%). Regno Unito (+5,5%), Olanda (+7%) e Finlandia (+2%) - tra i Paesi che ad oggi sono in grado di fornire questi dati - vanno significativamente meglio dell'Italia, mentre crolla il Portogallo (-19%).
    "I nostri dati erano in linea con Francia e Germania fino ad ottobre. E' stata l'apertura delle librerie durante l'ultimo lockdown a fare la differenza" ricorda Levi.
    Regno Unito, Olanda e Finlandia sono rappresentative di un Nord Europa che è andato molto bene grazie alla concentrazione dei consumi culturali sul libro e alla crescita impetuosa dell'e-commerce; il caso del Portogallo non differisce invece da quello di altri paesi del Sud e Est Europa dove l'e-commerce è ancora poco sviluppato. Ad accomunare tutti i paesi dell'Unione è il calo, preoccupante, delle vendite in libreria.
    "In questo quadro - spiega ancora Levi -, il nostro Paese si è distinto per il vasto piano di sostegno pubblico che è stato ottenuto anche grazie a una stretta collaborazione tra l'associazione degli editori, quella dei librai e quella dei bibliotecari. Una collaborazione che ha portato a misure, prese a modello in Europa, che hanno al centro lo stimolo alla domanda, pubblica e privata".
    L'editoria scolastica, il cui ruolo è stato fondamentale nella didattica a distanza, ha avuto invece un anno condizionato dal limitato rinnovo delle adozioni. Meglio è andata l'editoria universitaria, per la valorizzazione del libro nella didattica a distanza e perché il lockdown ha ridotto il fenomeno delle fotocopie pirata, un problema che si ripresenterà alla riapertura, aggravato dalla preoccupante crisi delle librerie universitarie. Da ricordare, infine, le difficoltà di settori molto specifici del comparto, come l'editoria d'arte, quella turistica e professionale giuridica.  "In un momento così difficile legato alla pandemia dobbiamo sostenere ancora di più il ruolo della lettura nello sviluppo di una società civile, innanzitutto perché molte innovazioni hanno negli ultimi decenni tolto tempo alla lettura, la pandemia ne ha restituito a tutti una certa quantità. Ci sono prove che il lettore ha letto molto di più. Ne usciremo tutti leggermente più sapienti". Lo dice Achille Mauri, presidente della Fondazione Umberto ed Elisabetta Mauri,

 

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