Addio a Giorgio Galli, teorizzò il bipartitismo imperfetto

Morto improvvisamente nella sua casa di Camogli, aveva 92 anni

- MILANO, 27 DIC - E' morto improvvisamente, stroncato da un infarto nella sua casa di Camogli, il politologo Giorgio Galli, teorico del 'Biparitismo imperfetto' dal titolo di un suo libro cult - pubblicato con Il Mulino nel 1966- nel quale inquadrava l'anomala situazione italiana e il rapporto fra Dc e Pci.
    Aveva 92 anni, ma una quantità ingente di progetti da portare avanti. Solo due giorni fa aveva parlato al telefono con Felice Besostri - l'ex senatore e avvocato (fra i promotori del ricorso che portò all'incostituzionalità del Porcellum), con cui aveva avuto una frequentazione lunga sessant'anni negli ambienti del Socialismo Milanese. "Stavamo preparando un lavoro su Cassa depositi e prestiti" ha raccontato Besostri.
    Riguarda invece i possibili sviluppi attuali contro la deriva della democrazia partecipativa lo scritto che ha firmato sul numero in uscita a inizio 2021 di Civica, la rivista legata all'Istituto di Studi politici che aveva fondato nel 2017 per continuare i suoi studi.
    Dalla laurea in Giurisprudenza alla Statale, Galli non aveva mai smesso di fare questo: studiare. Ne sono testimonianza i lunghi anni come professore di Scienza delle Dottrine politiche all'università Statale di Milano ma anche le infinite pubblicazioni, con un interesse sul Novecento e sull'attualità, dalla 'Storia del Socialismo', a 'Mezzo secolo di Dc', da 'Storia dei partiti politici europei' a 'Partiti politici italiani', passando per 'Storia dei partiti politici europei', 'Partiti politici italiani', 'Hitler e l'esoterismo' e anche l'edizione critica del Mein Kampf. Una bibliografia che dimostra come sia riuscito a cogliere (sul nascere) le trasformazioni della società e della politica, con una curiosità che lo ha portato anche a interrogarsi sul rapporto fra pandemia e capitalismo.
    'L'anticapitalismo imperfetto' è il titolo dell'ultimo volume pubblicato per i tipi di Kaos. Solo un mese fa, presentandolo a Radio Radicale, ha spiegato "il capitalismo globalizzato delle multinazionali, come ha funzionato fino alla pandemia, come ha continuato a funzionare durante la pandemia".
    Era stato presidente dell'Umanitaria, aveva diretto per alcuni anni la rivista il Mulino, e collaborato con Panorama e con Linus. E aveva ancora molto da dire e voglia di dirlo.
    (ANSA).
   

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