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Libertà, i ribelli che hanno cambiato il mondo

Libertà, i ribelli che hanno cambiato il mondo

Andrea Melis con Emergency racconta grandi personaggi ai ragazzi

ROMA, 04 settembre 2020, 11:39

Marzia Apice

ANSACheck

ANDREA MELIS, LIBERTÀ. STORIE DI RIVOLUZIONARI PER RAGAZZI CHE VOGLIONO CAMBIARE IL MONDO - RIPRODUZIONE RISERVATA

ANDREA MELIS, LIBERTÀ. STORIE DI RIVOLUZIONARI PER RAGAZZI CHE VOGLIONO CAMBIARE IL MONDO - RIPRODUZIONE RISERVATA
ANDREA MELIS, LIBERTÀ. STORIE DI RIVOLUZIONARI PER RAGAZZI CHE VOGLIONO CAMBIARE IL MONDO - RIPRODUZIONE RISERVATA

ANDREA MELIS, LIBERTÀ. STORIE DI RIVOLUZIONARI PER RAGAZZI CHE VOGLIONO CAMBIARE IL MONDO (Feltrinelli, pp. 176, 18 Euro. Introduzione di Gino Strada, illustrazioni di Fabio Sardo)

Non esiste un'età giusta per sognare, per alzare la testa e dire no davanti alle ingiustizie, per provare a cambiare anche solo un pezzettino di questo mondo, cominciando magari da se stessi e poi provando a convincere gli altri per lottare insieme. Ne è convinto Andrea Melis, autore di "Libertà. Storie di rivoluzionari per ragazzi che vogliono cambiare il mondo" edito da Feltrinelli, con le illustrazioni di Fabio Sardo e l'introduzione di Gino Strada. In uscita il 3 settembre, frutto della collaborazione tra Feltrinelli ed Emergency per diffondere i valori che da 25 anni animano il lavoro dell'associazione, il libro racconta ai ragazzi le storie più sconosciute ed esemplari di 15 personaggi, tutti famosi per esser stati, ognuno a proprio modo, dei veri ribelli. Da Prometeo a Spartaco, da San Francesco a Gandhi, da Rosa Parks ad Artemisia Gentileschi e Marie Curie, tutti i protagonisti del libro hanno scelto la strada più difficile pur di realizzare i propri obiettivi, gettando il cuore oltre l'ostacolo.

    "Quando chiedo ai ragazzi quali siano i loro sogni, molti mi rispondono che non lo sanno, perché tanto il futuro non offre niente. E allora io dico, visto che il futuro è una tabula rasa tanto vale osare e inseguirli i propri sogni. Però un sogno ce lo devi avere, e se i giovani non ne hanno allora è un problema culturale", spiega Melis intervistato dall'ANSA. "Io sono uno che ha creduto talmente tanto nei propri sogni da lasciare il posto fisso. Posso essere un piccolo esempio, ma ne servivano di più grandi".
    L'idea di questo "libro intergenerazionale, dai 13 ai 99 anni" è nata in modo informale, "durante una cena con Gino Strada parlando della difficoltà che riscontriamo con i giovani", spiega, "io come autore quando vado nelle scuole incontro la generazione dei boh, dei non so, dei sogni che non ci sono; mentre Emergency guardandosi intorno non riesce a immaginare chi saranno i suoi sostenitori del futuro, dopo 25 anni di attività. Il problema oggi infatti è trovare ragazzi davvero pensanti, che si oppongano al pensiero unico di questi tempi". È stato difficile scegliere i ribelli del libro? "Mi sono documentato in modo folle su questi personaggi e mi sono divertito a scoprire delle piccole cose, delle chicche aneddotiche. Abbiamo scelto queste figure perché si tratta di personaggi d'azione, che hanno fatto e lasciato qualcosa di concreto. Non sono modelli inamovibili ma persone in grado di stimolare i ragazzi", dice, "Penso alla storia di Gandhi, che quando era avvocato è svenuto dall'emozione dopo la prima arringa. Non era quindi un supereroe, poi però ha trascinato con sé milioni di indiani". "Inoltre volevamo distinguerci da altre pubblicazioni simili ma più di genere abolendo gli steccati, parlando apertamente di donne, uomini, transessuali, senza essere per forza politicamente corretti", prosegue, "e poi attraverso questi personaggi abbiamo potuto trattare temi strettamente legati all'attualità: Spartaco ci fa chiedere chi siano oggi gli schiavi, Artemisia Gentileschi ci riconduce allo stupro e alla violenza di genere, Einstein pacifista ci fa interrogare sulla guerra". Più difficile la scelta dei personaggi viventi, "come Edward Snowden: ho voluto rendere omaggio al suo sacrificio buttato al vento. Dopo lo scalpore iniziale infatti, ora nessuno lo ricorda più: eppure ci ha messo in guardia per primo su un tema centrale come la privacy e l'invasività dei sistemi informatici".
    Interessante nel libro è anche la scelta del linguaggio, brillante e incisivo: "Ho recuperato la prosa, lo facevo anche all'inizio della mia carriera letteraria con i romanzi noir prima di passare alla poesia", afferma ancora Melis, "qui invece ho provato a fare una prosa epica scegliendo un registro linguistico vicino al parlato, una lingua non sciatta anche se controllata dal punto di vista della complessità". 
   

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