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Bocci e La caccia, una favola di famiglia molto noir

Al Tff il film con Chiatti, Nigro, Pierobon e Sermonti

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Tra favola familiare, molto noir, e film di genere è passato oggi fuori concorso al 40° TFF - Torino Film Festival, nella sezione 'Favolacce', LA CACCIA, film che segna il ritorno dietro la macchina da presa di Marco Bocci dopo il suo esordio alla regia con 'A Tor Bella Monaca non piove mai' (2019). Per lui anche il primo film in cui dirige la moglie, Laura Chiatti, in un cast composto da Filippo Nigro, Paolo Pierobon e Pietro Sermonti. Di scena un dramma familiare che segue la storia di quattro fratelli, tre maschi e una femmina, che si riuniscono, dopo svariati anni, per l'improvvisa morte di un padre ingombrante, e che li ha educati appunto 'alla caccia' per affrontare le insidie della vita. Ora da questa educazione, almeno da quanto si vede nel film, i quattro, senza alcuna eccezione, non ne sono usciti troppo bene. C'è infatti Silvia (Chiatti), unica femmina, che ha problemi di tossicodipendenza e non solo; Mattia (Sermonti) è invece un pittore dalle alterne fortune e con una compagna, piuttosto impegnativa, aspirante cantante; Luca (Nigro) ha una concessionaria piena di auto di lusso e di debiti, Giorgio (Pierobon) funzionario in un'azienda, ha che fare con una moglie e una figlia che vogliono vivere molto oltre le sue possibilità. Un quartetto di fratelli piuttosto complicato, quello messo in campo da Bocci, che dovrà vedersela, alla morte del padre, con un'eredità economica ed affettiva difficile da gestire. LA CACCIA, in sala a metà marzo con Minerva e Medusa, è prodotto da Santo Versace e Gianluca Curti per Minerva. "È complicato dire come nasce questo film - spiega a Torino Marco Bocci -. Comunque deriva da una mia esperienza personale quando, quattro anni fa, dopo un'encefalite ho perso la memoria a breve termine. Allora mi sono chiesto: Che cosa è una vita senza ricordi? E, ancora: cosa capita quando questi diventano confusi come capita in LA CACCIA?". La scelta della moglie Laura Chiatti nel ruolo di Silvia? "È stato esattamente come mi aspettavo. Lei è molto generosa come attrice e poi, con le sue personali sfumature, ha arricchito questo personaggio". Da parte di Pierobon piena fiducia in Bocci: "Quando Marco me lo ha proposto mi è stato subito chiaro che aveva tutto in testa. Una cosa che ti conforta anche se ti dovessi poi andare a schiantare". Dello stesso parere Pietro Sermonti: "Per me è stata una vera goduria. Mi sono ritrovato a mezzanotte, dopo essere uscito dall'ambiente divertente di BORIS, nella scura foresta dove era ambientato LA CACCIA. E poi - conclude - mi piace che questo sia un film a volte sgradevole e senza redenzione".

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