Idris Elba, cowboy urbano pensando a Black Lives Matter

In 'Concrete Cowboy' a Toronto, 'Importante ruolo comunità'

ROMA - A Philadelphia, città delle mille contraddizioni, culla storica dell'indipendenza degli Stati Uniti e nucleo ad alta densità di squilibrio sociale e criminalità, sopravvive la cultura di cowboy e cowgirl black 'urbani': uomini e donne che, ricollegandosi alla lunga e spesso dimenticata tradizione dei cowboy di colore, si prendono cura dei propri cavalli in stalle poste nell'area cittadina e insegnano ai ragazzi dei quartieri più poveri equitazione, con l'obiettivo di tenerli lontani dalla violenza e dalle gang. Una realtà raccontata da Concrete Cowboy di Ricky Staub, dramma famigliare/sociale con Idris Elba (anche coproduttore) e Caleb McLaughlin (una delle giovani star di Stranger Things), accolto molto favorevolmente dalla critica al Toronto Film Festival.

Una storia di costruzione del rapporto padre-figlio, di senso di comunità e valorizzazione delle proprie radici che secondo l'attore britannico (risultato positivo insieme alla moglie, nei mesi scorsi, al Covid, superato senza strascichi) risuona in maniera attuale e urgente in questo momento di attenzione sociale sulle tematiche del Black Lives Matter. "Abbiamo girato il film 15 mesi fa, molto prima di tutto ciò che sta succedendo - ha spiegato Idris Elba nella conferenza stampa online -. Ma è molto importante per noi come gruppo di filmmaker raccontare il bivio a cui un giovane può arrivare in questo Paese, cosa succede prendendo una strada o l'altra. Abbiamo riflettuto su quanto sia potente l'eco di questa storia sulla fase che viviamo. Spero che abbia l'effetto di portare le persone a rivalutare il ruolo della comunità sulla vita e il futuro dei ragazzi. Perché spesso (per un cambiamento) serve uno sforzo comune. 'Concrete Cowboy' per noi arriva al momento giusto. Ricky ci lavora da quattro anni e l'America non cambia in un giorno. E' lo stesso per la Gran Bretagna dove c'è un grande problema di criminalità. Ci sono molte lezioni da imparare nel raccontare storie come quelle nel film. Mi ha colpito profondamente, anche perché sono padre di due ragazzi e non vedo l'ora che mio figlio più piccolo lo veda".

Tratto dal romanzo Ghetto cowboy di Greg Neri, Concrete Cowboy ha nel cast, insieme a Lorraine Toussaint e Clifford "Method Man" Smith, fra gli altri, alcuni veri cowboy urbani come Jamil Prattis. Il regista, infatti, è di Philadelphia e ha lavorato a stretto contatto con la comunità locale. Protagonista della storia è Cole (McLaughlin), 15enne problematico che dopo essersi fatto espellere da un'altra scuola di Detroit, viene portato dalla madre a vivere con il padre, Harp (Elba), ruvido cowboy urbano a Philadelphia, per anni assente dalla vita del figlio. L'uomo coinvolge Cole nel lavoro nella stalla e nella difesa del maneggio che unisce i cowboy locali in una protesta contro il rischio chiusura paventato dalle autorità. Ma l'adolescente ritrova anche il legame con un amico d'infanzia, "Smush" (Jharrel Jerome), diventato un giovane spacciatore. Elba per il ruolo ha dovuto superare l'ostacolo della sua allergia ai cavalli: "A volte non riuscivo a respirare - racconta -. Prepararsi per il personaggio andava oltre imparare a cavalcare, ho costruito un reale legame con il cavallo, abbiamo capito a vicenda i nostri ritmi. Lui ha imparato a comprendere la mia voce e io per capire cosa fare, guardavo costantemente a Jamil".

Elba sottolinea la forza del rapporto creato con McLaughlin: "E' praticamente il primo film di Caleb e siamo tutti molto fieri di lui, ha dimostrato una grande professionalità e apertura emotiva. Io sono un fan delle sue serie. In fase di preparazione abbiamo creato un legame, parlando di amore, vita, dei nostri padri". Caleb "ha incarnato al 100% la complessità del suo ruolo, è esaltante vederlo nel film". Stima ricambiata da McLaughlin: "Con Idris si è creato un legame personale profondo che ha nutrito quello che abbiamo nella storia. Per me lui è un mentore... una sorta di secondo padre... uno zio".

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