Thelma & Louise, i 30 anni di un film seminale

Due donne diverse, un'auto e la voglia di libertà

Un regista noto per film d'azione muscolari (Ridley Scott), un'auto decappottabile (non una qualsiasi: una Thunderbird azzurra del 1966), una pistola, la voglia di evasione da un mondo a misura di maschio, gli spazi americani arcinoti (il Grand Canyon di John Ford, per dire), gli stilemi del Buddy Movie, la strada (e quindi l'on the road, altro genere a prevalenza maschile, prima e dopo Easy Rider) ma due indimenticabili eroine trasformate in Bonnie & Clyde (quasi) per caso: 30 anni dopo, la casalinga Thelma (Geena Davis, mai più così smagliante) e la cameriera Louise (Susan Sarandon molto prima dell'Oscar per Dead Man Walking) hanno ancora qualcosa da dire alle loro nipotine del Me Too.

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Le due fuggono ma la strada per la libertà è controversa e costellata, diciamolo pure, di stronzi: camionisti libidinosi, stupratori, autostoppisti belli e disonesti (Brad Pitt, folgorante e definitivo esordio da sex symbol). Anche in questo però il film è tutt'altro che scontato: Ridley Scott, anzi la sua sceneggiatrice, Callie Khouri, ribaltano anche lo stereotipo del poliziotto-cacciatore: l'unico maschio che sembra essere sulla loro lunghezza d'onda è un Harvey Keitel in una delle sue migliori interpretazioni. Le avrà capite ma non le salverà.

 

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