Cultura

Fast Animals and Slow Kids, un disco per elaborare il dolore

17 settembre esce il nuovo album È già domani, da aprile in tour

"Gli ultimi due anni sono stati un periodo forzatamente riflessivo e visto che la musica ci cura tutti, abbiamo deciso di mettere dentro a questo disco tutto, dai momenti più belli a quelli più bui, anche per esorcizzarli, cristallizzarli e far uscire da noi anche quella quantità di dolore che non riuscivamo a gestire". I Fast Animals and Slow Kids raccontano così E' già domani, il nuovo album - a due anni di distanza da "Animali notturni" - in uscita il 17 settembre (pubblicato da Woodworm in licenza esclusiva per Believe), anticipato dai singoli "Come un animale", "Cosa ci direbbe" con Willie Peyote e "Senza Deluderti", Nel disco anche "Stupida canzone", il singolo in radio nello stesso giorno dell'uscita del nuovo lavoro. In tutto 12 brani scritti e composti dal gruppo con la collaborazione di Lodo Guenzi per il testo di "Come un animale" e di Willie Peyote che firma la sua parte in "Cosa ci direbbe".
    "Questo disco è il frutto di un lavoro coscienzioso, perché abbiamo avuto modo di lavorarci in una modalità diversa rispetto agli ultimi anni, più tranquilla e più riflessiva. Ci sembrava di essere tornati ai tempi della sala prove", raccontano i FASK, al secolo Aimone Romizi, Alessio Mingoli, Jacopo Gigliotti e Alessandro Guercini. "Le collaborazioni? Sono frutto di rapporti di amicizia, di scambio. E' la prima volta che lasciamo un esterno entrare nel nostro mondo, nelle nostre canzoni e non potevamo farlo se non con qualcuno che avesse un reale rapporto con noi".
    Per i quattro ragazzi è anche l'occasione di fare il punto dopo 10 anni insieme. "Da dentro - dicono - non ci siamo accorti che sono passati 10 già anni, siamo rimasti sempre gli stessi e anche l'approccio tra di noi, da band, è rimasto immutato. Da sempre ogni pezzo è una guerra continua ma anche il frutto del pensiero condiviso di ognuno di noi". Sarà forse per questo lavoro di continuo confronto che le canzoni della band "sono come fotografie del momento che stiamo vivendo. E gli album diventano delle raccolte di foto da sfogliare per rivivere la nostra vita".
    In E' già domani, però, il dialogo non è solo tra i FASK, come negli album precedenti, ma "cerca il dialogo con gli altri" (e questo dialogo lo cercheranno anche nei firmacopie e negli showcase che prenderanno il via il 17 settembre da Firenze, con un vero e proprio talk al Teatro della Pergola).
    Immancabile il passaggio su Sanremo. "Rispetto al passato, negli ultimi anni il Festival è cambiato radicalmente e ora lo vediamo come un palco interessante con cui confrontarci, soprattutto se fai questo mestiere. L'unica cosa importante è rimanere sempre fedeli a noi stessi, e quindi arrivare su quel palco con un pezzo che sia rappresentativo della nostra band. E poi è uno dei pochi grandi palchi rimasti, è una grande cassa di risonanza per chi fa musica".
    Intanto loro, covid permettendo, un tour lo hanno programmato, a partire dal 7 aprile. "Ora che abbiamo la possibilità di utilizzare il green pass per riavviare tutta la parte live della musica facciamolo, come d'altronde fanno già altri Paesi. Durante l'estate abbiamo scelto, per la prima volta, di ripensare i nostri brani per poterli portare live in un modo che fosse sostenibile con le regole in atto - aggiungono -. Non è stato facile e all'inizio anzi credevamo non fosse possibile portare la nostra musica in acustico. Abbiamo fatto uno sforzo creativo e siamo stati alla fine più che soddisfatti del risultato. Ora però non vediamo l'ora di tornare alla nostra normalità e di ripartire". (ANSA).
   

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