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Caso Petrobras: giudici, fratelli Rocca non da processare

Erano imputati per corruzione internazionale

(ANSA) - MILANO, 26 MAG - L'azione penale non doveva nemmeno essere iniziata per difetto di giurisdizione. E' questa la sentenza con cui il Tribunale di Milano ha prosciolto gli amministratori e soci di riferimento di San Faustin, holding di Techint, i fratelli Gianfelice e Paolo Rocca e Roberto Bonatti che erano imputati per corruzione internazionale per un caso con al centro una presunta tangente di quasi 6,6 milioni di euro versata, secondo l'accusa, tra il 2009 e il 2013 a un dirigente della società pubblica brasiliana Petrobras in cambio di contratti di fornitura di tubi per un valore di 1,4 miliardi di euro. Ugualmente prosciolta per la San Faustin.
    I giudici della settima penale (Malatesta, Fiorentini, Clemente) hanno pronunciato sentenza di "non doversi procedere" per tutti gli imputati (difesi dagli avvocati Francesco Mucciarelli, Marco Calleri, Andrea Rossetti e Adriano Raffaelli) perché "l'azione penale" non poteva nemmeno essere iniziata "per difetto di giurisdizione" e, in sostanza, certamente a loro carico non si poteva nemmeno istruire un procedimento in Italia.
    (ANSA).
   

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