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Cosa sappiamo della diffusione del vaiolo delle scimmie in Italia e in Europa

'Alta l'attenzione ma nessun allarme', dicono gli esperti

Salgono a tre i casi confermati in Italia di vaiolo delle scimmie e sono tutti in carico all'Istituto di malattie infettive Spallanzani di Roma. Al caso di ieri se me aggiungono oggi altri, confermati dalle analisi, e sono correlati al caso zero. Lo si apprende dall'assessorato alla sanità della Regione Lazio.

Ieri all'ospedale Spallanzani di Roma è stato identificato il primo caso in Italia di vaiolo delle scimmie. Si tratta di un uomo rientrato dopo un soggiorno alle Isole Canarie che si è presentato al pronto soccorso dell'Umberto I.

"L'Iss ha costituito una task force composta da esperti del settore ed ha contattato le reti sentinella dei centri per le infezioni sessualmente trasmesse al fine di monitorare continuamente la situazione nazionale". E' quanto si legge in una nota dell'istituto Superiore di Sanità.

"Il ministero della Salute sta monitorando attentamente i casi di vaiolo delle scimmie segnalati in Italia e ha allertato le Regioni per un tracciamento degli eventuali casi. Anche l'Istituto superiore di sanità (Iss) ha attivato una task force per seguire al meglio l'evoluzione della situazione. Al momento nel nostro Paese non si registra una situazione di allarme ed il quadro è sotto controllo". Così all'ANSA Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento di Malattie Infettive dell'Iss. "

Teniamo alto il livello di attenzione grazie alla nostra rete di sorveglianza europea e nazionale". E' quanto ha dichiarato il ministro della Salute Roberto Speranza. "Massima attenzione, ma nessun allarme eccessivo" fa sapere il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri. "La raccomandazione - rileva - è quella di rivolgersi al medico di fiducia nel caso in cui si avvertano i sintomi specifici di questa malattia, ed in particolare la comparsa sulla pelle di vescicole tondeggianti, specie se accompagnate da dolori muscolari, febbre o cefalea".

LA TRASMISSIONE DEL VIRUS - La trasmissione, fa sapere lo Spallanzani, "può avvenire attraverso le goccioline di saliva e il contatto con le lesioni o i liquidi biologici infetti". "Attualmente la situazione è sotto controllo e in questo momento in Italia non abbiamo una situazione di allerta in relazione ai casi segnalati di vaiolo delle scimmie. Raccomandiamo però prudenza nei contatti stretti o sessuali che presuppongano uno scambio di fluidi corporei, soprattutto se sono presenti lesioni cutanee o sintomi febbrili". Lo afferma all'ANSA Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento di Malattie Infettive dell'Istituto superiore di sanità (Iss). L'Istituto, sottolinea, "ha messo in allerta le reti sentinella dei centri per le infezioni sessualmente trasmesse al fine di monitorare la situazione nazionale".

Tutto quello che c'è da sapere sul virus (LA SCHEDA)

I CASI IN EUROPA -  Salgono a 20 i casi di contagio da vaiolo delle scimmie censiti nel Regno Unito dalle autorità sanitarie dello UK Health Security Agency (UKHSA). Lo ha reso noto oggi Sajid Javid, ministro della Salute del governo di Boris Johnson, riferendo di 11 nuove infezioni in aggiunta alle 9 già confermate fino a ieri. Javid ha confermato che il primo contagio di questa ondata ha riguardato un viaggiatore di ritorno dalla Nigeria e ha precisato che nella maggior parte si tratta di casi "lievi". Ha inoltre ribadito che il governo britannico ha reperito dosi extra di vaccini anti vaiolo, "efficaci anche contro il vaiolo delle scimmie".

Un primo caso di vaiolo delle scimmie è stato confermato in Francia, nella regione di Parigi, l'Ile-de-France: lo hanno annunciato le autorità sanitarie. Il paziente colpito è un uomo di 29 anni che non ha viaggiato in paesi in cui circola il virus. Fin dal primo sospetto di infezione, il paziente è stato visitato ed è ora in isolamento a casa in assenza di sintomi gravi. E' stata aperta un'inchiesta sanitaria e le autorità stanno rintracciando tutti i contatti recenti del paziente. 

Anche in Germania è stato registrato il primo caso ufficiale di vaiolo delle scimmie. Lo ha confermato l'istituto di microbiologia della Bundeswehr di Monaco di Baviera, secondo quanto scrive la Bild. Il paziente avrebbe manifestato delle eruzioni cutanee. Questa patologia è stata riscontrata già in diversi Paesi europei, anche in Italia.

Sono 30 i casi di vaiolo delle scimmie confermati o sospetti riportati in Spagna: lo si apprende da un documento diffuso dal Ministero della Sanità. Di questi, 7 casi sono già stati accertati attraverso tecniche approfondite, mentre 23 sono considerati possibili in quanto le prove PCR hanno individuato una tipologia di vaiolo non umano e ora sono in corso ulteriori verifiche. "Nel contesto attuale, non si può escludere il rilevamento di ulteriori casi", aggiunge il documento.

In genere, aggiunge il comunicato, "la sua trasmissione avviene per via respiratoria", ma, per le caratteristiche dei 23 casi in fase di analisi, il sospetto è che il possibile contagio potrebbe essere avvenuto attraverso il "contatto con le mucose durante rapporti sessuali".

Sul vaiolo delle scimmie "stiamo ovviamente monitorando questa situazione molto da vicino, rimaniamo in stretto contatto con gli Stati membri e i Paesi partecipanti nel comitato di sicurezza sanitaria che si è riunito all'inizio di questa settimana e che si riunirà di nuovo martedì prossimo e avrà incontri regolari per monitorare questo focolaio e assicurarsi che tra la Commissione, l'Ecdc e gli Stati membri queste riunioni si svolgano in stretta collaborazione con l'Ecdc o il centro europeo per il controllo della prevenzione delle malattie". Lo ha detto un portavoce della Commissione europea interpellato nel briefing quotidiano con la stampa sull'allarme legato al vaiolo delle scimmie.

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