Studio Lumsa: basta basarsi su Rt, induce in errore

'I dati della Lombardia non giustificavano la zona rossa'

Nonostante nel periodo natalizio ci sia stata una leggera ripresa dell'epidemia (come in tutto il Paese), i dati lombardi erano e sono tuttora incoraggianti e, di certo, non giustificano la zona rossa. Un solo indice, appunto RT, per di più stimato e non tecnica osservato su dati reali, ha condannato la Lombardia. E'il parere del professor Antonello Maruotti ordinario di Statistica all' Università LUMSA e co fondatore dello StatGroup-19 il gruppo di ricerca sul Covid 19 costituito da diversi accademici statistici italiani. "Lasciamo perdere Rt aumentiamo la qualità dei dati così da poter prendere decisioni consapevoli e tempestive".

"Di chi è la colpa per un Rt completamente scollegato dai dati osservati? Non sapremo mai chi ha sbagliato. Di certo, i dati osservati raccontavano una storia ben diversa", prosegue il professor Maruotti.
    "Abbiamo a disposizione diverse quantità e variabili osservate, altri 20 gli indicatori (al netto di Rt) messi a punto dall'ISS, che possono e devono essere usati per questo scopo".

    "Per valutare il rischio in una determinata Regione, i decisori politici hanno preso come stella polare l'utilizzo di Rt, un indice non osservato né osservabile, che viene stimato tramite modelli, spesso diversi tra loro, molto complessi.
    Diversi modelli e diverse assunzioni - spiega il docente - possono portare a diverse stime di Rt. L'Rt stimato per la Lombardia non lasciava scampo: zona rossa. Tuttavia i dati osservati, le variabili che caratterizzano l'epidemia: ricoveri in terapia intensiva, tasso di positività, il numero attuale dei positivi mostrano e mostravano anche prima, una realtà ben diversa". 

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