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Arte, Accardi e il suo 'detonatore' contro la guerra

Opera esposta in contemporanea a Palermo, Milano e Venezia

(ANSA) - PALERMO, 11 APR - Il messaggio è quello di una "guerrilla poetica". Così Angelo Accardi chiama l'operazione artistica che grida un no alla guerra attraverso un'installazione costruita con la parola "Fuck". L'opera è ora esposta contemporaneamente a Palermo, a Milano e a Venezia.
    "È un'irruzione d'arte pubblica che con una parola apparentemente profana rinsalda un patto di pace nel momento in cui vengono meno il patto di pace e i diritti di tanti", dice Patrizia Monterosso, direttrice della Fondazione Federico II che ha organizzato l'esposizione dell'opera in collaborazione con l'Assemblea regionale siciliana e il Comune di Palermo.
    L'installazione mira a liberare, nelle intenzioni di Accardi, una energia collettiva e una straordinaria forza civile. "Ho voluto costruire - dice l'artista di origini siciliane - un detonatore che in questo momento, in una società incubatrice di negatività, dovrebbe restituire all'uomo la sua centralità. È uno sfogo che l'uomo può utilizzare, proprio come detonatore, per aspirare a una libertà quotidiana".
    L'operazione artistica persegue anche uno scopo sociale: dall'originale sono stati ricavati tanti "Fuck" in scala ridotta in gommapiuma la cui vendita sosterrà gli interventi di Save the children per i bambini in fuga dall'Ucraina. (ANSA).
   

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