Bancarotta: 5 arresti a Siracusa, 14 indagati e sequestri

Società settore rifiuti pilotava fallimenti, debiti per 130 mln

(ANSA) - PALERMO, 03 GIU - Cinque persone sono finite agli arresti domiciliari e a due è stato notificato l'obbligo di dimora in un'operazione condotta stamane dalla Guardia di finanza di Siracusa.. Altre 7 persone sono state raggiunte da provvedimenti interdittivi. Ai 14 indagati sono stati sequestrati, per equivalente, circa 11 milioni di euro e una società di raccolta e smaltimento rifiuti, la Igm, che lavora per vari comuni, tra i quali Siracusa e che ha un valore stimato in oltre 45 milioni di euro. I debiti con lo Sato ammontano a circa 130 milioni di euro.
    L'indagine - coordinata dal procuratore di Siracusa Sabrina Gambino e dai sostituti Salvatore Grillo e Vincenzo Nitti - ha portato alla luce reati di bancarotta fraudolenta ad opera di tre società.
    Alcune aziende subentravano negli appalti dopo che la società aggiudicataria, improvvisamente, veniva pilotata verso uno stato di fallimento. Si scopriva così che tutte le entità costituivano un vero e proprio sistema di "scatole vuote" che, in modo programmato, ha assorbito, non onorandolo, il carico fiscale e contributivo dell'attività. Tutto questo grazie alla compiacenza di persone con precisi ruoli e di uno staff tecnico formato da commercialist, prestanome, tra cui un avvocato, stipendiati dal gruppo.
    Le società di gestione dei rifiuti mantenevano, nel corso del tempo, una stessa denominazione, al fine di far apparire che il servizio venisse svolto da un'unica impresa. In realtà, quando l'esposizione debitoria di una delle aziende diventava insostenibile, l'impresa produttiva era trasferita ad altra società del gruppo, sino a quel momento rimasta inattiva. Le società svuotate, oberate di debiti e private degli asset produttivi, erano quindi avviate, con la compiacenza di prestanome, alla liquidazione e/o cancellazione, con insolvenza dei debiti erariali.
    Nel corso delle indagini è stata individuata una società priva di dipendenti, finanziata con il denaro delle imprese del gruppo confluito nella realizzazione di una pregevole villa a uso esclusivo dell'esponente di spicco della famiglia. Per l'immobile non sono stati mai versati i tributi quali l'Imu e, tra i costi di esercizio, risultavano anche annotati acquisti di champagne e altri beni. (ANSA).
   

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