Ranzani, Butterfly un dramma attuale contro femminicidi

Al Lirico Cagliari in tv e streaming, "Puccini arriva al cuore"

DI MARIA GRAZIA MARILOTTI

"Mettere in scena Madama Butterfly diventa una necessità, per riflettere su un dramma più che mai attuale e non abbassare la guardia". Così all'ANSA Stefano Ranzani, celebre ed affermato direttore milanese, protagonista il 20 e 21 marzo alle 21, sul podio del Teatro Lirico di Cagliari, del grande e attesissimo ritorno del melodramma, dopo un anno di assenza dovuto alla pandemia. A lui è affidata la direzione musicale del capolavoro di Giacomo Puccini, una rappresentazione ancora senza il pubblico in sala, a porte chiuse, ma trasmessa su Videolina e in streaming sui canali web del gruppo L'Unione Sarda. "Era stata registrata quando ancora c'era incertezza sui tempi e le modalità di riapertura dei teatri che solo in Sardegna, unica zona bianca in Italia, dovrebbero riaprire al pubblico il 27 marzo - dice all'ANSA il sovrintendente Nicola Colabianchi - Il Teatro Lirico si sta preparando per riaccogliere finalmente il suo pubblico, attendiamo che si pronunci il presidente della Regione Christian Solinas".

"Fra le tante opere - sottolinea il maestro Ranzani - Madama Madama Butterfly è fra le più rappresentativa dei giorni nostri. E' la tragedia del sopruso e della violenza sulle donne, del dolore di una ragazza 'usata' e abbandonata, trattata da bambolina di pezza. Siamo drammaticamente in tema - osserva - non passa giorno in cui le cronache non riportino casi di violenze, maltrattamenti, stalking, fino al barbaro e crudele femminicidio. Un fenomeno drammaticamente in crescita esponenziale e che, con il lockdown, si è accentuato: segno evidente che le violenze avvengono tra le mura domestiche, da parte di chi vuole esercitare il diritto a un possesso".

Il direttore milanese già applaudito a Cagliari in diverse occasioni e che ha diretto "Butterfly" nel 1997, definisce "Pinkerton, il tenente americano che seduce e poi abbandona la giovanissima geisha portandola al suicidio, più che un affascinante ufficiale uno stupratore al limite della pedofilia, attorniato da altre squallide figure maschili che gli reggono il gioco". Fra i più amati e rappresentati melodrammi la tragedia giapponese sarà proposta nell'allestimento firmato da Keita Sari, illustre regista cinematografico e teatrale nipponico scomparso nel 2018 che ha accompagnato tutte le recite dell'opera alla Scala dal 1985 fino al 2007, e a Cagliari ripresa da Daniela Zedda.

"Se la realtà supera la rappresentazione scenica, la forza del melodramma arriva al cuore e all'anima - chiarisce Ranzani - Puccini fa parlare le note, e la musica sottolinea, con il suo linguaggio universale, i momenti più drammatici, legge nella interiorità della quindicenne Cio-Cio-San, compressa tra lacerante attesa e rassegnazione. Una donna che per amore rinnega la sua cultura, il suo credo religioso, la sua identità e dignità. L'ultimo accordo in sol maggiore - conclude il direttore d'orchestra - uno degli accordi più felici in musica, può essere interpretato come un simbolo del riscatto del paese del 'Sol' Levante dalla dominazione straniera. Una nota fragorosissima, auspicio della liberazione della donna dalla sopraffazione maschile".
   

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