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Agricoltura: Murgia, soglie accesso ai 40 mln non restrittive

Agricoltura: Murgia, soglie accesso ai 40 mln non restrittive

"Così stabilite per non diluire eccessivamente l'aiuto"

CAGLIARI, 08 aprile 2022, 17:43

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Le soglie di ingresso per accedere alle sovvenzioni per le aziende zootecniche, cioè ai 40 milioni stanziati con la Finanziaria 2022 per far fronte al rincaro di carburanti, energia e materie prime, non sono troppo restrittive. Lo sostiene l'assessora dell'Agricoltura Gabriella Murgia dopo le critiche avanzate dal Centro studi agricoli, dal portavoce dei pastori senza bandiere Gianuario Falchi e dalla Copagri. " Le soglie - spiega Murgia - consentono comunque a tante forme di allevamento effettuate con finalità di integrazione del reddito, di ottenere l'aiuto previsto che, comunque, non poteva trasformarsi in un aiuto erogato con sole finalità sociali".
    Inoltre, "sono state così stabilite per non diluire eccessivamente l'aiuto alle imprese tanto da renderlo poi non adeguato a coprire il danno che gli eventi in corso stanno producendo".
    Nello specifico, "per i bovini da carne la soglia di ingresso di 15 capi totali, corrisponde alla presenza in azienda di circa 6-7 vacche nutrici. Questo numero porta alla produzione di circa 5-6 vitelli da ristallo che vengono solitamente venduti prima dell'anno (a circa 6-8 mesi di età). Nella media delle situazioni di produzione isolane, tali produzioni possono senz'altro costituire una integrazione al reddito, ma viene difficile affermare che con queste dimensioni l'allevamento rappresenta una unità imprenditoriale autonoma e in grado di soddisfare le necessità di reddito di una famiglia".
    "Per quanto riguarda gli ovini e i caprini - prosegue l'assessore Murgia - la soglia dei 100 capi totali, che corrisponde a un numero di pecore in lattazione inferiore a 80, è già di per sé una soglia che ricomprende aziende che effettuano l'allevamento con finalità di integrazione di reddito, dato che per sostenere una famiglia, e solo ricomprendendo nel reddito aziendale le diverse forme di contribuzione comunitaria attualmente esistenti, è impensabile ipotizzare una unità produttiva autonoma con meno di 250 ovini in lattazione".

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