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Musica: Zaccagnini, "L'elisir d'amore" opera intramontabile

Dal 4 al 12 marzo al Lirico di Cagliari, regia di Mirabella

"Scritta a tempo di record, in quattro settimane, L'elisir d'amore è un'opera intramontabile.
    Tra il 1838 e il 1848 è stata la più rappresentata in Italia, tra il 2016 e 2020 è entrata nella classifica mondiale delle opere maggiormente messe in scena, tra il 12/o e il 16/o posto, dietro a capolavori immortali". Guido Zaccagnini questa sera in un affollatissimo foyer di platea del Teatro Lirico di Cagliari, tra aneddoti e note critiche, ha presentato al pubblico il melodramma giocoso in due atti di Donizetti.
    In programma dal 4 al 12 marzo, è il secondo titolo del cartellone di Lirica e Balletto. Si tratta della ripresa della produzione del Lirico, andata in scena nel 2009 e nel 2015, che si avvale della regia di Michele Mirabella, noto ed apprezzato regista, autore, attore di teatro, radio, cinema e tv, ripresa da Daniela Zedda. "Ebbe un successo straordinario dal suo apparire, il 12 maggio 1832 e per tutte le 32 repliche, a oggi.
    In quest'opera convivono le due anime, comica e sentimentale", ha aggiunto il giornalista e musicologo. "Il successo - ha raccontato - si deve a un colpo di genio di Donizetti. Capisce che l'opera buffa non può continuare alla maniera di Rossini e così inserisce un elemento nuovo, il tema sentimentale, umanizzando i personaggi per creare l'effetto complicità".
    L'introduzione di questo ultimo elemento, estraneo all'imperante opera rossiniana, riconduce piuttosto al filone larmoyant dell'opéra-comique francese. "Se Rossini - ha chiarito Zaccagnini - suscita il riso frenetico, fragoroso, Donizetti punta al sorriso". Il musicologo nel sintetizzare la storia ha evidenziato come L'elisir d'amore sia giocata su un "effetto placebo". La trama è costruita su una bottiglia di vino che l'astuto dottor Dulcamara, uno tra gli antesignani del moderno imbonitore, vende a Nemorino con la promessa che con le sue virtù portentose gli permetterà di conquistare l'amata. "Elisir ha diversi elementi di modernità - ha concluso Zaccagnini - un'opera tra le più raffinate per la sua scrittura orchestrale, perfetta sintesi tra musica e libretto e, come l'ha definita Mirabella, malincomica".

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