Sardegna

Alluvione Olbia: dissequestrato cantiere sul ponte crollato

Anas può far ripartire i lavori affidati a impresa di Roma

Via i sigilli al cantiere della strada provinciale 38, Olbia-Tempio, a Monte Pino, nel tratto crollato il 18 novembre 2013 in seguito all'alluvione che investì la Gallura. La notizia, confermata all'ANSA dagli inquirenti, è stata anticipata dalla Nuova Sardegna. Due giorni fa i carabinieri del Noe di Sassari, su disposizione del gip del Tribunale di Tempio Pausania, Caterina Interlandi, hanno liberato il cantiere messo sotto sequestro un anno fa nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Tempio sui lavori di ripristino eseguiti dalla Imp Costruzioni generali di Carloforte, per cui sono indagati i responsabili dell'azienda e il direttore dei lavori.
    Le opere non sono state mai ultimate, spingendo prima l'Anas a sciogliere per inadempienze il contratto da quasi 6 milioni di euro, e poi, in seguito a gravi cedimenti della struttura, la Procura ad avviare un'indagine. Ora l'Anas potrà far ripartire il cantiere, passato nella mani dell'impresa di costruzioni Ici di Roma, ditta che sta già portando avanti i lavori di diversi lotti della strada a quattro corsie Sassari-Olbia.
    Il dissequestro arriva a distanza di pochi giorni dalla conferma, da parte della Corte d'appello di Sassari, della condanna a 1 anno e 4 mesi per omicidio colposo inflitta in primo grado a Giuseppe Muzzetto, progettista e direttore dei lavori della provinciale 38 bis Olbia-Tempio, sprofondata a Monte Pino nel novembre del 2013, con il passaggio del ciclone Cleopatra, inghiottendo e uccidendo Bruno Fiore, la moglie Sebastiana Brundu e la consuocera Maria Loriga che transitavano con la loro auto nel tratto di strada crollato.
   

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