Torre Marceddì finestra su terre d'acqua

Parte restauro conservativo, osservatorio sulla terrazza

La Torre di Marceddì tornerà a essere una viva presenza fra le bellezze che popolano il golfo di Oristano. Partono infatti i lavori di restauro dell'antica costruzione spagnola ultimata nel 1580 per volere del re Filippo II di Spagna. Accoglierà al piano terra un archivio e una mostra sulla sua storia, mentre al primo piano sarà allestito l'osservatorio del paesaggio delle zone umide. La terrazza che in passato ospitava i bracieri utili alla segnalazione di pericolo diventerà un punto di osservazione dell'avifauna e delle "terre d'acqua" circostanti.

Il progetto realizzato dalla Fondazione Medsea è stato approvato dal comune di Terralba a seguito dei pareri positivi di tutti gli enti coinvolti nella conferenza di servizi. L'immobile, di proprietà del demanio e di competenza della Capitaneria di porto di Oristano, è stato dato in concessione al comune di Terralba. L'intervento di restauro e valorizzazione, affidato agli architetti Pier Paolo Perra e Maria Franca Perra, consisterà in massima parte nel risanamento dalle cause di degrado, limitando allo stretto necessario i rifacimenti di parti mancanti. L'obiettivo è conservare i segni e gli effetti che il tempo, gli adeguamenti, le variazioni tipologiche e morfologiche hanno lasciato sull'edificio.

"Dieci settimane di lavori per trasformare un rudere in un luogo di attrazione per turisti, appassionati e studiosi delle zone umide - spiega Alessio Satta, presidente della Fondazione Medsea - una memoria ritrovata capace di dialogare con il caratteristico villaggio pescatori e il vicino Museo del mare, ricostituendo l'organica relazione fra comunità, ricerca, attività economica sostenibile, tutela ambientale e identità culturale".
   

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