COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Napoli Pizza Village

Pizza opportunità di crescita per Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia Il Sud Italia non sfrutta,

Napoli Pizza Village
L’Osservatorio del CNA indica una riduzione della produzione del prodotto nel Meridione In Campania al Napoli Pizza Village (13/22 settembre) si produrranno 34 pizze al minuto. Napoli luglio 2019 – Sicilia, Basilicata, Puglia e Calabria le regioni italiane nelle quali la pizza può produrre più economia e posti lavoro. Secondo uno studio dell’Osservatorio Agroalimentare del CNA (Confederazione Nazionale dell'Artigianato), la pizza è diventata uno tra i più attivi fattori di sviluppo economico con oltre 8 milioni di pizze sfornate al giorno (3 miliardi all’anno) e con un impegno di ben 120mila pizzaioli a tempo pieno che diventano oltre 200mila nei weekend, in circa 130mila esercizi che vendono e producono la pizza Le quattro regioni del centrosud, che per vocazione culinaria e produzione di materie prime (pomodoro, farina, olio e mozzarella) sono le più vicine alla pietanza regina della cucina napoletana, stranamente fanno registrare dati mediocri. Potrebbero, invece, sfruttare le risorse territoriali, per incrementare economia e posti di lavoro. Nella classifica delle regioni italiane che hanno più esercizi dedicati alla pizza (condotta dalla Campania, 17.401), la Sicilia occupa un ottimo terzo posto con 13.000 attività d’impresa e rappresenta il 10.2% del totale italiano, ma, nella graduatoria che registra il rapporto di densità tra esercizi e abitanti, è solo sesta e addirittura scivola in ottava posizione per aperture di nuove attività di settore. Due regioni che grazie alla cultura e al turismo attraggono moltissimi visitatori, sono la Basilicata e la Puglia. La regione di Matera, però, risulta la peggiore in tutte le classifiche e non arriva per numero di attività commerciali dedicate alla pizza tra le prime 15 posizioni e, addirittura, finisce al nono posto in quella che indica il rapporto densità esercizi/abitanti. Migliore è la posizione, però, nella graduatoria delle regioni italiane per apertura di nuovi esercizi, dove si assesta al quinto posto. Indietro per le sue potenzialità, anche la Puglia, maggior produttore di grano in Italia, non va oltre la quinta posizione per esercizi aperti con 7.800 unità pari al 7.7% nazionale, ma tra le regioni che hanno aperto nuove attività nell’ultimo quinquennio è al 13° posto. La Calabria, seppure quarta nella classifica per regioni nel rapporto densità esercizi/abitanti e al settimo posto per attività commerciali dedicate alla pizza, è, invece, secondo l’Osservatorio del CNA, la regione con il maggior numero di chiusura pizzerie. Il dato negativo del -2.1% la condanna a pilotare la classifica delle regioni in recessione, seguita dal Veneto (-1.2%), Toscana (-0.3%), Lombardia (-0.1%) e persino dalla Campania (-0.2%). Ma il record di produzione delle pizze e la più grande concentrazione di pizzaioli si raggiungerà sicuramente al Napoli Pizza Village, dal 13 al 22 settembre, dove si sforneranno 34 pizze al minuto, durante l’happening più importante al mondo dedicato al prodotto. Sul lungomare partenopeo circa 280 pizzaioli si alterneranno per 10 giorni, ai 50 forni del villaggio, ovvero nell’immensa pizzeria istallata su un’area di 30.000 mq, ai quali si aggiungeranno 600 professionisti della pizza, provenienti da 5 continenti, che disputeranno il Campionato Mondiale del Pizzaiuolo – Trofeo Caputo (16 -18 settembre).

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