COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale SEO Cube S.r.l.

Commercio elettronico: il sito e-commerce decolla grazie alla strategia di visibilità

Pare che la diffusione del coronavirus abbia messo le ali al commercio elettronico: le vendite online, infatti, sono in crescita dell’80%. Chissà, magari questo potrebbe essere il volano per una crescita che per il momento ha ancora ampi margini di miglioramento. Il settore delle vendite online nel nostro Paese, infatti, si caratterizza per un quadro complessivo che mostra più facce. Nel 2019 gli acquisti online sono stati superiori ai 31 miliardi e mezzo di euro, un dato in crescita del 15% rispetto all’anno precedente, quando ci si era fermati a 27 miliardi e mezzo. La crescita dei servizi è stata del 7%, con un volume di affari di circa 13 miliardi e 300 milioni di euro; quella dei prodotti, invece, è stata del 21%, con un volume di affari di 18 miliardi e 200 milioni di euro.

L’importanza di essere visibili

In un contesto di questo tipo, essere visibili è di fondamentale importanza, come ci conferma lo staff di Rixalto Media, azienda svizzera che si occupa di search marketing e digital strategy. La società fornisce soluzioni e strategie per massimizzare gli investimenti digitali e aiuta i brand a comunicare in modo efficace e proficuo, ecco i loro consigli per una strategia Seo finalizzata a migliorare la visibilità di un e-commerce.

Strategia Seo di successo, di cosa stiamo parlando?

Quando si pensa alla Seo si tende a fare riferimento unicamente ai motori di ricerca, ma questo è sbagliato: non bisogna dimenticare che i destinatari ultimi di ogni contenuto sul web sono gli utenti. Pertanto è necessario fare in modo che la loro navigazione venga semplificata e che la loro user experience sia per quanto possibile ottimale. Essa va tenuta sempre sotto controllo, affinché gli utenti abbiano la certezza di trovare quello di cui hanno bisogno senza alcuna difficoltà. A questo proposito può essere utile mettere in evidenza i prodotti in offerta e i relativi prezzi, ma anche intervenire sulla fruibilità dei contenuti descrittivi delle singole pagine.

Come si può lavorare sulle performance di un negozio virtuale?

Un altro consiglio utile è quello di esaminare in modo costante tutto quello che potrebbe rappresentare un ostacolo alla pertinenza delle pagine, la cui struttura deve essere monitorata per fare in modo che gli utenti riescano a portare a termine i propri acquisti e più in generale a navigare sul sito con facilità. Il dispositivo che viene usato influenza sia la pertinenza che la rilevanza di una pagina web in relazione alle ricerche che vengono compiute dagli utenti: è ovvio, infatti, che un utente che naviga da un computer desktop ha obiettivi di navigazione ed esigenze differenti rispetto a quelli di uno che, invece, utilizza uno smartphone.

In che modo occorre curare i contenuti, invece?

Anche gli e-commerce, come i blog e tutti gli altri siti, hanno bisogno di contenuti di qualità oltre che interessanti e rilevanti: essi devono essere arricchiti con contenuti freschi e nuovi, in base alle novità di catalogo e alle tendenze di stagione. Un suggerimento da non sottovalutare è quello che prevede di abilitare le recensioni e i commenti per ogni scheda prodotto, così che la relativa descrizione possa essere tenuta aggiornata: è chiaro, infatti, che l’attenzione sugli articoli può essere tenuta alta grazie al continuo feedback dei clienti. Dal momento che le recensioni potrebbero essere distribuite su varie URL, è necessario prevenire gli eventuali problemi di duplicazione.

Le parole chiave sono fondamentali negli e-commerce, vero?

Sì, ed è per questo che bisogna sfruttare i vari strumenti che si hanno a disposizione per cercare, trovare e analizzare quelle che sono più pertinenti in relazione al proprio settore e al proprio business. Il traguardo che si deve raggiungere è sempre quello di scalare le posizioni dei risultati di ricerca di Google: le keyword servono proprio a intercettare gli intenti di ricerca degli utenti. Poiché questa è un’attività che non è immutabile ma che è in costante evoluzione, non si può fare a meno di aggiornarsi sugli algoritmi.

Cos’altro si può fare per migliorare la Seo di un e-commerce?

La creazione di una sitemap è un punto da non sottovalutare: si tratta di dare vita a una lista in cui sono contenuti tutti gli URL del sito in modo gerarchico. I motori di ricerca, tramite una sitemap, hanno l’opportunità di scansionare un sito in tempi molto più veloci; entrando nello specifico, per gli e-commerce questo vuol dire che è possibile individuare gli articoli che sono privi di un path indicizzato. Per trasmettere a Google la sitemap è sufficiente fare riferimento allo strumento apposito che si trova nella Search Console.

Conclusioni: i numeri consigliano di investire nel commercio elettronico

Il commercio elettronico sta conoscendo una rilevanza sempre maggiore perché si presenta come il motore di innovazione dell’intero comparto del retail. Al momento il settore viene trainato dagli articoli di elettronica e dai prodotti informatici, con un valore di 5 miliardi di euro e un rialzo del 18%; bene anche i capi di abbigliamento, con un business di 3 miliardi e 300 milioni e un tasso di crescita del 16%. Vale la pena di porre l’accento anche sui settori emergenti, e in particolare sull’aumento di quasi il 40% del comparto food and grocery, per un business totale di 1 miliardo e 600 milioni. Non va per niente male neppure il comparto di arredamento home living, a quota 1 miliardo e 700 milioni con una crescita del 26%. Il commercio elettronico per il momento costituisce appena il 7% del totale degli acquisti; tuttavia è alla base della crescita del retail, con una quantità sempre più elevata di spazi che vengono sottratti al commercio tradizionale. Per averne conferma è sufficiente prestare attenzione ai dati che provengono dal turismo, che fa registrare nel 2019 un fatturato di 10 miliardi e 800 milioni di euro (sempre per quel che riguarda il commercio online) con una crescita dell’8%.

Come detto, però, si può ancora migliorare, soprattutto se si pensa che gli acquisti online sono un’abitudine per meno di 1 italiano su 2; nel Regno Unito, invece, utilizza l’e-commerce l’86% della popolazione, mentre la media europea è del 68%. Inoltre, il dato che veramente stupisce è che solo 1 azienda su 10 tra quelle operative in Italia mette in vendita su Internet i propri prodotti, nella maggior parte dei casi per colpa della mancanza di capacità di espandere il proprio business con le tecnologie a disposizione. Se si pensa che lo scorso anno le vendite da siti italiani in ambito e-commerce sono state pari a circa 28 miliardi e 700 milioni di euro, si può ben intuire quanto ancora possano e debbano essere esplorate le potenzialità di questo mercato.

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