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All'indiana Jumboor Estate il premio l'Ernesto Illy Coffee

Andrea Illy, Paese apripista per nuovo modo di produzione

(ANSA) - TRIESTE, 02 DIC - E' il produttore indiano Jumboor Estate il vincitore della 6/a edizione del premio Ernesto Illy International Coffee Award, il riconoscimento che l'azienda illycaffè attribuisce al produttore che fornisce il miglior caffè sostenibile, con l'obiettivo di "promuovere la qualità e la sostenibilità della produzione e aumentare la collaborazione tra produttori e trasformatori".
    All'edizione 2021 hanno concorso 27 finalisti, i 3 migliori produttori dei 9 paesi più rappresentativi della stagione di raccolta: Brasile, Colombia, Costa Rica, El Salvador, Etiopia, Guatemala, Honduras, India, Nicaragua. Jamboor Estate, che produce tra l'altro "Jumboor Gold", una varietà di Arabica bourbon gialla di alta qualità, è stato eletto "Best of the Best" da una giuria indipendente di esperti internazionali.
    "E' la prima volta che l'India vince questo premio - ha spiegato all'ANSA il presidente di illycaffè Andrea Illy -, ma il Paese è diventato produttore di caffè di alta qualità già da un ventennio e fa da apripista a un nuovo modo di coltivare il caffè, ossia la agro-foresteria, una coltivazione che avviene all'ombra di piante a fusto alto sulle quali crescono altri prodotti agricoli come il pepe o la vaniglia, quindi si tratta di una produzione di caffè più bilanciata e più rispettosa delle biodiversità e della salute dei suoli".
    Nella stessa occasione, Proyecto Lift Olopita del Guatemala si è aggiudicato il premio "Coffee Lover's Choice", assegnato da una giuria di consumatori attraverso un "blind tasting" organizzato in selezionati locali Illy nel mondo. "Anche la vittoria del Guatemala, con il gruppo di piccoli produttori aderenti al progetto Lift - ha aggiunto Illy - dimostra che la qualità continua a essere il volano per la crescita sostenibile delle comunità del caffè".
    Parlando poi degli effetti del cambiamento climatico, Illy ha osservato che, secondo previsioni, "più del 50% dei terreni attualmente coltivabili a caffè non lo sarà più da qui al 2050, in quanto il caffè è molto sensibile al cambiamento climatico e la prima a subirne l'impatto sarà la qualità, seguita dalla quantità, quindi la grande sfida sarà praticare un'agricoltura 'rigenerativa' e puntare sulla qualità". (ANSA).
   

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