Giudizio immediato per l'allora comandante Davide Oddicini, il maresciallo finito in cella per corruzione, concussione, accesso abusivo ad atti coperti da segreto e falso.
Il militare era stato arrestato dai colleghi del nucleo investigativo di Genova e sospeso dal servizio.
Il
processo inizierà l'8 gennaio. Nel frattempo proseguono le
indagini sui verbali di altri arresti che per gli investigatori
presenterebbero delle "anomalie".
Il maresciallo, difeso dall'avvocato Andrea Testasecca,
nelle scorse settimane aveva ottenuto gli arresti domiciliari.
Sotto la lente degli inquirenti sono finiti anche due arresti
"dubbi". Gli investigatori hanno deciso di approfondire questi
due episodi anche dopo le audizioni, come persone informate dei
fatti, dei colleghi sottoposti al maresciallo. I carabinieri
sentiti hanno spiegato che in alcuni casi era lo stesso Oddicini
a redigere personalmente i documenti, pur non avendo assistito
alle operazioni, facendoli allontanare dall'ufficio.
L'ex comandante, tra le varie contestazioni, ha anche quella
di avere falsificato i verbali di arresto di uno straniero.
L'uomo, infatti, era stato accusato di rapina impropria sulla
base di verbali che, per l'accusa, sarebbero stati "aggiustati"
dal carabiniere. Oddicini si è difeso dicendo di essersi basato
sulla testimonianza dei presenti (in quel caso una delle
testimoni era la fidanzata). Anche per gli accessi al sistema ha
dato una sua spiegazione: la maggior parte erano connessi ad
attività di indagine, mentre alcuni li ha fatti perché glielo
hanno chiesto alcuni amici.
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