/ricerca/ansait/search.shtml?tag=
Mostra meno

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

L'omaggio di Genova alle prostitute che la resero grande

L'omaggio di Genova alle prostitute che la resero grande

Nel 1300 Genova usò le tasse della prostituzione per il porto

GENOVA, 13 aprile 2023, 12:20

Redazione ANSA

ANSACheck

- RIPRODUZIONE RISERVATA

- RIPRODUZIONE RISERVATA
- RIPRODUZIONE RISERVATA

Nel Medioevo finanziarono la costruzione dei moli di Genova con il loro lavoro di prostitute.
    Oggi, secoli dopo, la città è pronta a rendere omaggio con una targa commemorativa a tutte quelle donne che tra il 1300 e 1400 consentirono alla Superba di diventare una potenza mondiale. A darne notizia è Il Secolo XIX.
    "Dovevano pagare cinque soldi al giorno alla Repubblica di Genova, tra il Tre e il Quattrocento - ha spiegato il presidente del municipio Centro Est Andrea Carratù - e quel loro contributo era stato essenziale per realizzare le opere portuali".
    L'idea di omaggiare le prostitute genovesi dell'epoca nacque dall'idea di una associazione della città vecchia, la Fondazione Amon, che era stata sostenuta nella sua battaglia da Comunità San Benedetto e Princesa, concordi nel voler dare un riconoscimento alle donne di strada nel 2017 e dopo cinque anni sembrerebbe arrivata alla conclusione. Una iniziativa culturale per rimediare ad una vera e propria ingiustizia: anche se i moli cittadini erano stati costruiti con il lavoro delle lucciole, proprio a loro era vietato persino avvicinarsi all'area portuale per non distogliere dal lavoro i camalli e i marinai.
    "Il luogo per collocare la targa è già stato individuato, sulla parte esterna di Sottoripa dietro a Palazzo San Giorgio", spiega Daniela Marziano, avvocata e assessore del municipio Centro Est. "La Sovrintendenza deve ancora pronunciarsi su alcuni dettagli del testo e sul materiale della targa - riprende Marziano - ma il senso è ormai definito, c'è una delibera municipale e l'operazione si farà».
    Il testo (provvisorio) suona così: "Tra il XIV e il XV secolo le lavoratrici dell'antica 'arte del meretricio' potevano esercitare, protette e curate, versando 5 soldi al giorno alla Repubblica di Genova. Con i proventi di tale gabella la Repubblica finanziò importanti opere monumentali, tra queste la costruzione e l'ampliamento della fabbrica, zona che era vietata alle nostre lavoratrici".
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

Guarda anche

O utilizza