Governo in giudizio contro ricorso Aspi

Aspi si era rivolta a Tar contro dl Genova su Ponte Morandi

 Il Governo ha determinato di costituirsi in giudizio in merito al ricorso alla Consulta di Autostrade per l'Italia sul dl Genova. Lo si apprende da fonti di Governo. La decisione, che porta la firma del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, arriva dopo il ricorso di Aspi al Tar, che ha sottoposto la questione alla Corte costituzionale. Con il dl Genova Autostrade per l'Italia era stata estromessa dalle attività di ricostruzione del Ponte Morandi, affidate al Commissario straordinario con spese a carico del concessionario. E' proprio sull'estromissione dalle attività di ricostruzione del Ponte Morandi che Aspi ha presentato ricorso.
    Con la costituzione in giudizio l'Avvocatura dello Stato interverrà davanti alla Consulta in rappresentanza del Governo presentando le proprie deduzioni.

Era stato il tar della Liguria lo scorso dicembre a rinviare gli atti alla Consulta per valutare il decreto Genova. I giudici amministrativi liguri scrivevano: "l'esclusione dalle attività di demolizione e ricostruzione del ponte Morandi, insieme all'imposizione di prestazioni patrimoniali di ingente importo statuite ex lege, paiono configurare una restrizione della libertà di iniziativa economica". Non solo. Il Tar aveva stabilito che il decreto Genova presentava profili di illegittimità costituzionale perché basato su "una meramente potenziale e nemmeno in via latamente indiziaria accertata responsabilità di Aspi" nella causa del crollo del viadotto che il 14 agosto 2018 aveva causato 43 vittime. In pratica, secondo i giudici genovesi, si assume che "Autostrade sia colpevole con una valutazione adottata senza garanzie procedimentali, senza istruttoria adeguata a fare emergere anche solo elementi indiziari di responsabilità", violando il principio di "proporzionalità e ragionevolezza". L'avvocatura dello Stato, per conto della Struttura commissariale che gestisce la ricostruzione del ponte, aveva presentato appello su alcune parti delle cinque ordinanze del Tar su alcune eccezioni pregiudiziali formulate dalle stesse amministrazioni. L'udienza al Consiglio di Stato era stata fissata per il 7 maggio, ma slitterà a causa dell'emergenza Coronavirus. Aspi al momento della presentazione del ricorso aveva specificato che non era volontà della società chiedere la sospensione dei lavori.
   

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