A Palombara Sabina (Roma) è stato recentemente scoperto un canile abusivo, gestito da una coppia che utilizzando i social a nome di una sedicente Associazione animalista, finanziava la struttura ricevendo denaro su carta prepagata intestata privata; cani di grossa taglia chiusi nei kennel impossibilitati a muoversi e cani detenuti in box fatiscenti oltre che numerosi gatti, molti degli animali erano in pensione a 20 euro al giorno.
Lo denuncia Stop animal crimes.
"Al momento del controllo, in seguito a nostra segnalazione,
i due non hanno permesso l'ingresso né alle guardie zoofile e nè
addirittura ai Carabinieri, fino a quando la Procura della
Repubblica di Tivoli non ha disposto un decreto di ispezione.
Ispezione operata dalle Autorità locali e Asl veterinaria il cui
esito però non ci ha soddisfatto- spiegano dall'ente - in quanto
non sarebbero stati accertati reati di maltrattamento e né la
struttura abusiva sarebbe stata chiusa e l'attività interrotta;
per questa ragione abbiamo depositato presso la Procura di
Tivoli una querela per maltrattamento animali e abuso edilizio -
nei confronti dei gestori - e omissione in atti d'ufficio - nei
confronti dei veterinari Asl intervento ovvero istanza di
sgombero al Sindaco e notiziato le Autorità ministeriali per la
gravità dei fatti".
"Riteniamo i fatti molto gravi - aggiunge Stop animal crimes
- Da un lato le condizioni in cui sono stati ritrovati i cani
detenuti da sedicenti animalisti, contro ogni loro esigenza
etologica, dall'altro l'assenza di accertamento del reato di
maltrattamento e l'assunzione di alcun provvedimento cautelare
da parte della Asl veterinaria.
Attività, questa, che rispecchia
quella che è la prassi istituzionale a zero contrasto contro un
fenomeno illegale che in Italia ha ormai messo radici in ogni
provincia ovvero quello del 'sistema stallo' che risucchia
Associazioni e 'animalisti' allontanandoli dai doveri statutari
e istituzionali di frequentare i canili autorizzati favorendo le
adozioni, denunciare illeciti, omissioni e maltrattamenti
animali! Trattasi di (migliaia) strutture private (a tutti gli
effetti di legge canili abusivi) di stampo animalista dove
vengono ammassati cani e gatti - anche per conto di altri
privati e 'Associazioni' - spesso in condizioni igienico
sanitarie drammatiche poichè invisibili ai controlli sanitari
istituzionali, in numeri elevati in sovraffollamento, dove il
privato si gestisce gli animali operando pratiche veterinarie
'fai da te', smaltendo illecitamente i liquami e finanziando il
tutto mediante ricezione di denaro su carte prepagate intestate
a privati, sfruttando i social come whatsapp e Fb in cui
organizzare appelli e lotterie; un sistema talmente consolidato
che agli occhi del pubblico appare come normale attività di
tutela animale, il tutto nell'indifferenza delle Istituzioni e
quindi di efficaci strumenti di contrasto".
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