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Ucraina: storico russo, Nato usata da propaganda Putin

Bondarenko a Udine racconta vicenda chiusura ong Memorial

(ANSA) - UDINE, 12 MAG - "In Russia la Nato è una sorta di feticcio che la propaganda governativa sventola in ogni occasione per poter enfatizzare l'aggressione occidentale nei confronti del Paese, e quindi qualsiasi suo gesto o strategia viene in questo strumentalizzato". Lo ha detto oggi a Udine lo storico russo Sergej Bondarenko, ospite del festival vicino/lontano, e impegnato dal 2009 in progetti di ricerca per Memorial International, la ong russa fondata dal Premio Nobel Andrej Sacharov per mantenere viva la memoria delle vittime della repressione sovietica, e chiusa di recente per decisione della Corte Suprema della Federazione Russa.
    Il giovane studioso è stato protagonista dell'incontro "La guerra alla memoria nella Russia di Putin". Bondarenko, che oggi opera da Berlino, ha raccontato che la chiusura definitiva, quattro giorni dopo l'inizio della guerra in Ucraina, "ha interessato la sede internazionale di Memorial a Mosca, quelle in altre città della Russia continuano il loro lavoro, non senza preoccupazioni, perché non si sa che cosa accadrà. Certo è ammirevole che proseguano le attività e un giorno spero di potermi unire a loro". "Come molti altri ho assistito con sgomento e incredulità allo scoppio di questa guerra - ha aggiunto Bondarenko - e credo che per capire questo conflitto occorreranno decenni di riflessione. Quel giorno, ho comunque pensato che fosse la fine del mio mondo, del mio lavoro, di tutto".
    Sull'accentramento del potere nelle mani di Putin, Bondarenko ha sottolineato che "questo è certamente il vero problema e ciò che lo isola dal resto del mondo, si sta cercando una persona nella sua cerchia che possa avere un'influenza sulle sue decisioni, ma credo che per ora non sia possibile trovarla, dunque la situazione della guerra è tutta nelle sue mani".
    Per quanto riguarda il lavoro di Memorial, "quello che manca di più al momento - ha detto Bondarenko - è il rapporto con il pubblico, visto che l'accesso è limitato dopo le decisioni prese dal governo su di noi e le paure che ad esse sono legate". "Lo stop a Memorial - ha concluso lo storico - è il segno che il processo di pacificazione con la memoria del passato per la Russia a un certo punto si è interrotto, e questo è dovuto agli ostacoli posti dalla politica governativa degli ultimi 15 anni".
    (ANSA).
   

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