Logistica'green': Agrusti, no Paese di orsi,lupi,monopattini

Incontro Federmanager a Trieste. Fincantieri,presto per idrogeno

(ANSA) - TRIESTE, 19 SET - "Bene la green economy l'importante è che non si arrivi a un fondamentalismo verde perché non possiamo immaginare di diventare un Paese di orsi, lupi e monopattini". E' la posizione, espressa in maniera ironica, del presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, intervenendo da remoto all'incontro su "Trieste, il mare e la mobilità green. Nuovi scenari post Covid-19" tenutosi stamattina a Trieste nell'ambito dell'assemblea di Federmanager Fvg.
    Un incontro in cui si è discusso di motori navali green, di sviluppare una cantieristica attenta alle nuove tecnologie e una portualità all'avanguardia per quel che concerne l'intermodalità e l'utilizzo dei trasporti su ferro.
    Dopo aver affrontato il tema dello smart working come argomento da sviluppare in maniera più organica "magari - ha proposto il presidente dell'Autorità Portuale dell'Adriatico Nord Orientale, Zeno D'Agostino - creando spazi di lavoro terzi poliaziendali che avrebbero anche il merito di ricreare quella socialità di quartiere ormai persa e che consentirebbe di sviluppare quella mobilità green possibile soprattutto sulle brevi distanze", si è discusso di sviluppo delle tecnologie applicate alla propulsione navale. "Il motore diesel - ha evidenziato il direttore dell'area business development di Wartsila Italia, Giulio Tirelli - continua a essere il più usato, anche se il futuro è nella propulsione a Gnl, l'ibrido e, nel prossimo futuro, quella a idrogeno". Propulsione a idrogeno che per il direttore newbuilding di Fincantieri, Daniele Fanara "non è ancora una tecnologia matura". D'Agostino ha affrontato anche la questione dell'elettrificazione delle banchine dello scalo triestino, per le quali c'è stato nei giorni scorsi un confronto con il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, e il ministro per le infrastrutture, Stefano Patuanelli: "Abbiamo progettato di realizzare delle sottostazioni elettriche in vari punti del porto anche perché oggi la città non sarebbe in grado di elettrificare una nave bianca ormeggiata. Dato interessante è il fatto che, nel marasma dei decreti, ne è uscito uno che detassa il costo dell'energia nei porti". (ANSA).
   

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