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A Bologna il gilet anti aggressione per operatori sanitari

Da aprile la sperimentazione. Lancia allarme sonoro e chiama Fdo

Al via, all'ospedale Sant'Orsola e in Azienda Usl di Bologna, la sperimentazione, che durerà tre mesi, del gilet anti-aggressione per gli operatori sanitari che lavorano in solitudine. Il gilet lancia un potente allarme sonoro, contestuale all'invio di una telefonata e di un sms con coordinate Gps alla vigilanza interna per il Sant'Orsola e alle Forze dell'Ordine per l'Azienda Usl di Bologna, con accensione di luci led lampeggianti. Il sistema rileva, inoltre, se la persona è a terra o immobile per troppo tempo e in tal caso invia automaticamente la chiamata di emergenza.
    Il tutto in un gilet di soli 190 grammi. Il dispositivo consente due tipi di attivazione: volontaria, schiacciando un pulsante o automatica in caso di un malore con/o senza perdita di coscienza. La tecnologia impiegata è quella del gilet anti-violenza D-One, progettato da D-Air lab per i runner che si allenano di notte e in luoghi isolati. È a partire da questo dispositivo che D-Air lab e i professionisti dell'Irccs Policlinico Sant'Orsola e dell'Azienda Usl di Bologna stanno sviluppando il dispositivo Negroli, vero e proprio presidio innovativo per la sicurezza dei lavoratori che applica la tecnologia D-One alle specifiche esigenze del contesto sanitario. Ad aprile comincia la sperimentazione del gilet sul personale sanitario dell'Irccs Policlinico Sant'Orsola e su quello dell'Azienda Usl di Bologna, in particolare su chi ha necessità di spostamenti notturni o comunque lavora spesso in solitudine. (ANSA).
   

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