Vino: Ornellaia svela evoluzione bianco Poggio alle Gazze

Progetto Ambasciatori omaggia con ricette 9 chef legame col mare

(di Alessandra Moneti) ROMA

 Si è svolta a Venezia, al Cipriani Belmond Hotel, la prima verticale di Poggio alle Gazze dell'Ornellaia, con voce narrante dell'enologo Olga Fusari che ha sottolineato "l'evoluzione impressionante" del primo bianco della tenuta bolgherese, oggi con una produzione media annua di 30mila bottiglie.

Presentata anche l'annata 2020, impreziosita dal progetto Ambasciatori di Poggio alle Gazze dell'Ornellaia che omaggia il suo legame con il mare e la terra di origine con un libro "Conversazioni in riva al mare" e una raccolta di ricette che evidenziano la versatilità negli abbinamenti in cucina del bianco della Tenuta secondo l'esperienza degli chef Daniele e Andrea Zazzeri (La Pineta), Gennaro Esposito (La Torre del Saracino). Andrea Migliaccio e Salvatore Elefante (Il Riccio), Emanuele Riccobono (Zagara), Piero D'Agostino (La Capinera), Enzo Florio (Da Tuccino), Roberto Gatto (Cip's Club), Domenico Soranno (Langosteria), e Antonio Colaianni (Ristorante Ornellaia) . Un progetto dedicato dall'azienda bolgherese al Mar Mediterraneo e alle eccellenze italiane.

In Toscana viene comunemente dato per scontato che il vino sia per definizione rosso. "Eppure - ha sottolineato Axel Heinz, Direttore di tenuta - attraverso una chiara visione, una paziente ricerca sui suoli e sulle esposizioni vocate, un'opportuna scelta dei vitigni da impiantare e il costante impegno nel coltivare le viti con cura e attenzione, siamo sicuri che sia possibile esprimere il Genius loci di questo territorio unico anche nel colore giallo paglierino dei nostri vini bianchi".

"L'Italia - ha precisato il responsabile commerciale Matteo Zanardello - rimane il mercato più importante per tutta la gamma Ornellaia. Ed è crescente il protagonismo dei bianchi, con l'Ornellaia Bianco che ha lo stesso posizionamento di prezzo del Rosso".

Poggio alle Gazze dell'Ornellaia deve il suo elegante stile mediterraneo al microclima che caratterizza la tenuta. L'enologa Olga Fusari, che è particolarmente legata a Poggio alle Gazze dell'Ornellaia e che ha visto la sua rinascita proprio in concomitanza della sua prima vendemmia nella squadra tecnica di Ornellaia, ha raccontato così la ripartenza di questa produzione a bacca bianca: "Obiettivo della mia prima vendemmia nel 2008 era rendere il vino più complesso e longevo. E' in parte vinificato in acciaio, in parte in legno con botti via via più grandi, e in parte in cemento. Un blend che nel corso del tempo vede diminuire il Sauvignon Blanc, a favore del Vermentino con percentuali talvolta di Viognier e Verdicchio. Per noi l'assemblaggio è importante ma ancora più fondamentale - ha sottolineato Fusari - è avere nelle bottiglie uno stile del vino. Con la salinità e la complessità aromatica che si ritrova in tutte le nostre produzioni. Di annata in annata il blend, come per tutti i vini della Tenuta, può cambiare a seconda dell'andamento climatico e della raccolta, ma lo stile è Ornellaia. La vinificazione avviene con pressatura estremamente soffice, seguita dalla scelta di decantare e far maturare il vino in acciaio per la metà del volume e in barrique per la restante metà. Si procede poi a una maturazione di 6 mesi sulle fecce con bâtonnage. Le pratiche scelte per la vinificazione sono finalizzate a una ricerca volta ad acquisire sempre maggiore equilibrio, sfumature complesse che permettano al vino di superare la prova del tempo esprimendo al meglio il territorio toscano".

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