A Portofino il vino della Duchessa di Westminster

Vigne a picco sul borgo, 3700 bottiglie di Vermentino

Redazione ANSA GENOVA

GENOVA - Anche in paradiso si produce Vermentino. E se non è il paradiso vero e proprio, poco ci manca: località Cappelletta è 5 ettari di terreno a picco su Portofino dove vengono coltivate vigne e ulivi. Proprietaria di questo angolo di paradiso immerso nel parco di Portofino, Natalia Grosvenor, duchessa di Westminster, madrina di battesimo del principe Williams. Per il secondo anno consecutivo la Duchessa, come la chiamiamo in piazzetta, è riuscita a produrre un certo numero di bottiglie di Vermentino. "Siamo passati da 2000 bottiglie del 2016 alle 3700 di quest'anno", dice Natalia, che racconta come è nata la passione per l'agricoltura: "Non mi interessa avere un bel giardino dove stare seduta a prendere il sole; volevo qualcosa che mi tenesse impegnata. Perché a Portofino? Perché è un piccolo paese, un ambiente molto intimo e familiare".

La famiglia di Portofino si è stretta intorno alla Duchessa al Mulino del Gassetta, punto ristoro del parco, per degustare le prime bottiglie di "La Cappelletta".

Circa 7 anni fa è nato il progetto di riqualificazione e recupero di quell'area di monte in località Cappelletta. "La duchessa ha vinto la sua scommessa perché ha visto subito le potenzialità che poteva avere questa operazione", spiega Massimiliano di Dominico, amministratore dell'azienda che si occupa di questo e che impiega stabilmente quattro persone del posto. E da questo punto di vista l'agronomo Alberto Garibaldi ringrazia Natalia "per aver investito nel recupero e nel rispetto delle nostre tradizioni".

Ma tornando al vino, realizzato a Castelnuovo Magra nella cantina di Fabio Lambruschi, è un vino che "rispecchia il terreno su cui nascono le uve e l'annata di quest'anno è un'ottima annata, equilibrata dal punto di vista climatico e dalle complessità aromatiche notevoli", rimarca l'enologo Giorgio Bacigalupi.

La duchessa in futuro ci sorprenderà con altri prodotti?: "Never say Never" è la sorridente risposta.


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