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Raccolte 20 mila firme per la sicurezza dei pescatori siciliani

Raccolte 20 mila firme per la sicurezza dei pescatori siciliani

Petizione marinerie italiane consegnata a Cerrato

PALERMO, 17 luglio 2023, 16:34

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Sono state raccolte 20 mila firme, consegnate a Marco Cerreto, componente della commissione agricoltura della Camera, dai sindacati di categoria che rilanciano la battaglia per la sicurezza dei pescatori nel canale di Sicilia.

Le firme, dicono Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Pesca, sono state raccolte in tutte le marinerie d'Italia a sostegno della petizione popolare "Più sicurezza e diritti per i nostri pescatori nel canale di Sicilia", lanciata nel 2021 dai sindacati stessi per chiedere al governo italiano interventi con cui garantire piena sicurezza all'attività lavorativa dei pescatori, oggetto di ripetuti attacchi e minacce. La petizione, in particolare, era nata a seguito del sequestro in Libia, nel 2020, di diciotto pescatori mazaresi, per centootto giorni.

A consegnare le firme sono stati oggi Patrizio Giorni, segretario nazionale Fai-Cisl, Antonio Pucillo, Capo Dipartimento Pesca Flai-Cgil ed Enrica Mammucari, segretaria generale Uila-Pesca, insieme ai rispettivi segretari regionali Adolfo Scotti, Tonino Russo e Tommaso Macaddino.

"Purtroppo - hanno ricordato i tre sindacalisti - gli attacchi e le minacce ai nostri pescatori non si sono mai fermati: l'ultimo è accaduto a febbraio, con il tentato sequestro di quattro pescherecci siciliani da parte di una motovedetta libica. Da anni, lavoratori e imprese si trovano ad affrontare difficoltà enormi per far sopravvivere il settore, non possiamo lasciare che debbano pagare anche per la totale assenza di sicurezza nelle acque internazionali: servono al più presto accordi specifici e norme che garantiscano l'incolumità dei lavoratori della pesca".

Cerreto ha manifestato da parte sua la piena disponibilità a sensibilizzare Governo e Parlamento sul tema, con l'obiettivo di superare le diverse "problematiche di interlocuzione e negoziazione con le autorità libiche" anche per "contrastare con tutti i mezzi le varie forme di concorrenza sleale che penalizzano la pesca italiana". 

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