Apre Mercato Centrale Roma, a Termini agorà artigiani cibo

Montano fa il bis, a Firenze 3 mln di ingressi nel 2016

di Alessandra Moneti

- ROMA - A Firenze è stato un boom, con 3 milioni di ingressi nel 2016 e quasi 2 milioni lo scorso anno il Mercato Centrale come meta turistica ha superato persino gli Uffizi. Oggi apre il Mercato Centrale, a Via Giolitti, ingresso delle ferrovie laziali della Stazione Termini. E' alla Stazione ma è ai romani e ai suoi visitatori che si rivolge mettendo in luce la sapienza artigiana di chi ogni giorno sforna pane, prepara carciofi fritti e cicoria ripassata, seleziona carni e pesce per piatti tipici e di stagione. A ideare questo intreccio di eccellenze enogastronomiche e culinarie è Umberto Montano, "l'imprenditore-sognatore" - così sceglie di definirsi - che nel capoluogo toscano ha portato al successo il Mercato e vanta 40 anni di attività nella ristorazione.

"Da oggi 285 nuovi posti di lavoro" annuncia con orgoglio Montano che ha origini lucane ma sembra parlare tutte le lingue del gusto e della bellezza. La formula spiega è semplice: un solo proprietario, un'unica società che seleziona "senza oneri di democrazia" gli artigiani e affida loro una bottega che produce e vende anche take away ma soprattutto invita a mangiare in questo spazio dove i visitatori trovano wi-fi e tavoli comuni con 500 posti a sedere no limits, senza pressioni di orari.

A Firenze, racconta, anche lì si partiva da una zona centrale ma con problemi di degrado e si è arrivati a creare animati "Caffè della Scienza" tra i banchi e incontri sull'arte contemporanea. A Roma la scommessa sembra più ardua, ma c'è la volontà di valorizzare il patrimonio di cinema e teatro della capitale. Una nuova "grande bellezza" sogna Montano. E già l'inaugurazione odierna ha riportato a splendere la monumentale Cappa Mazzoniana che dominava una delle più belle vecchie mense ferrovieri d'Italia. L'ex dopolavoro ora propone, sotto spettacolari arcate realizzate dall'architetto Angiolo Mazzoni negli anni Trenta, 15 botteghe a vista protagoniste di una ideale piazza, mentre la dispensa, il vino e il ristorante guidato dallo chef Oliver Glowig, un tedesco che punta a valorizzare la cucina romanesca, sono al primo piano. La differenza tra il Mercato e Eataly? Oscar è bravissimo, ha detto Montano, ma lui vende cibi selezionati sugli scaffali mentre io seleziono artigiani che qui fanno impresa, rete, relazioni. "Un luogo di intrecci e di interessi condivisi col sogno - ha concluso Montano - di far bene Roma, restituendo gusto e bellezza a una città a cui dobbiamo tanto".

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