Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

Va rivista la teoria sulla formazione delle terre rare nelle stelle

Va rivista la teoria sulla formazione delle terre rare nelle stelle

Con l’esperimento n_Tof cel Cern, guidato dall’Infn

02 aprile 2024, 09:57

di Enrica Battifoglia

ANSACheck

L’esperimento n_Tof al Cern (fonte: INFN, CERN) - RIPRODUZIONE RISERVATA

Una delle cosiddette terre rare costringe a rivedere le teorie attuali sulla produzione di questi elementi nelle stelle. Il cerio, molto utilizzato in alcuni tipi di lampadine e nelle Tv a schermo piatto, viene infatti prodotto dalle stelle in quantità molto inferiori a quelle previste. Lo ha dimostrato l’esperimento del Cern chiamato n_Tof, del quale l’Italia è capofila con Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ed Enea. I risultati sono pubblicati sulla rivista Physical Review Letters.

I nuovi dati costringono così a rivedere la teoria sui meccanismi che fino ad oggi si credeva fossero responsabili della produzione di questo elemento nelle stelle, con importanti conseguenze anche su tutti gli elementi più pesanti.

Relativamente raro nella crosta terrestre, nell’universo il cerio è leggermente più abbondante e il cuore di questo studio è stato misurare una reazione analoga a quella che, nelle stelle, sarebbe alla base della nascita di questo elemento.

La nuova misura “ci ha permesso di identificare risonanze nucleari mai osservate prima nell’intervallo di energie coinvolte nella produzione del cerio nelle stelle”, ha detto Simone Amaducci, dei Laboratori Nazionali del Sud dell’Infn a Catania e primo autore dello studio. “Questo grazie all'altissima risoluzione energetica dell'apparato sperimentale e alla disponibilità di un campione purissimo di cerio 140”, ha aggiunto.

L’esperimento, proposto da Sergio Cristallo dell’Osservatorio Astronomico d’Abruzzo dell’Inaf, apre nuovi interrogativi sulla natura e sulla composizione chimica dell’universo. “Quello che ci ha incuriosito all’inizio è stata una discrepanza tra i modelli stellari teorici e i dati osservativi del cerio nelle stelle dell’ammasso globulare M22 nella costellazione del Sagittario”, ha osservato Cristallo. “I nuovi dati nucleari – ha detto - differiscono significativamente, fino al 40%, da quelli presenti nei database nucleari attualmente utilizzati, decisamente oltre l'incertezza stimata”.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza