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Aggiunto un pezzo al “puzzle” della particella di Majorana

Aggiunto un pezzo al “puzzle” della particella di Majorana

I ricercatori la cercano dal 1937

24 luglio 2017, 12:58

Redazione ANSA

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particella di majorana. Credits: ar130405 da Pixabay - RIPRODUZIONE RISERVATA

particella di majorana. Credits: ar130405 da Pixabay - RIPRODUZIONE RISERVATA
particella di majorana. Credits: ar130405 da Pixabay - RIPRODUZIONE RISERVATA

Si è aggiunto un altro tassello all’affascinante puzzle delle particelle previste dal geniale fisico Ettore Majorana nel 1937: misteriose e sfuggenti, sono contemporaneamente le antiparticelle di se stesse, cioè le loro particelle speculari nel mondo dell’antimateria, e i tentativi di dimostrarne l’esistenza vanno avanti da 80 anni. Adesso una serie di esperimenti effettuati all’Università della California in collaborazione con la Stanford University e pubblicati sulla rivista Science, sono riusciti a ottenere un’altra traccia di queste particelle, dopo la prima rilevata nel 2012 da ricercatori della Delft University.

“La scoperta è molto interessante, ma non fornisce la dimostrazione definitiva dell’esistenza delle particelle, ovvero la famosa ‘pistola fumante’”, ha dichiarato Elia Strambini, ricercatore all’Istituto di Nanoscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr Nano) nel gruppo di Francesco Giazotto. “Purtroppo è solo una traccia che si va ad aggiungere a quelle già viste da altri esperimenti – ha continuato – come quello effettuato dal nostro gruppo e pubblicato lo scorso aprile sulla rivista Nature Communications, in cui abbiamo misurato una superconduttività potenziata dalla presenza delle particelle di Majorana. Il nuovo studio – conclude Strambini - si inserisce in questo grande sforzo internazionale fornendo un punto di vista alternativo e molto utile, anche se non conclusivo”.

La famosa particella potrebbe avere importanti applicazioni nel mondo reale, anche se in un futuro abbastanza lontano: infatti potrebbe essere usata per costruire computer quantistici che non vengono disturbati dalle interferenze ambientali, finora un grosso ostacolo al loro sviluppo. I ricercatori americani l’hanno chiamata la “particella degli angeli”, prendendo spunto dal famoso libro “Angeli e Demoni” di Dan Brown, dove compare una bomba il cui potere esplosivo è dato dall’incontro tra materia e antimateria: al contrario di quanto avviene nel romanzo, nel mondo delle particelle di Majorana non ci sono demoni.

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