Paolo Ruffini testimonial contro l'encefalite da zecca

L'attore è il volto della campagna "Che ci azzecca"

Redazione ANSA ROMA

Il jogging tra i boschi, una sessione di trekking, un pic-nic in famiglia e il campeggio: sono questi i quattro momenti che possono essere più rischiosi per contrarre l'encefalite da zecca, una delle malattie più pericolose trasmesse dal morso di zecche infette. I quattro scenari sono all'origine di altrettante video-pillole della campagna informativa «Che ci azzecca», la nuova campagna informativa di Pfizer sulla prevenzione dell'Encefalite da zecca (Tbe).

L'idea alla base del progetto, che vede protagonista l'attore Paolo Ruffini, è ispirata al noto modo di dire comune e dà vita a una serie di contenuti costruiti su un gioco di parole, fatto anche di iperboli, per raccontare situazioni di contrasto, evidenziare possibili eventi di rischio e informare su una patologia ancora poco conosciuta, pericolosa ma prevenibile.

La campagna è stata attivata su diversi canali di comunicazione per sensibilizzare sui rischi della Tbe, che vede in questo periodo il picco della sua trasmissione soprattutto nelle zone endemiche che, in Italia, sono le regioni del Triveneto.

"Le stagioni 'preferite' dalle zecche sono la primavera e l'autunno, ma anche in questo periodo è fondamentale stare attenti quando si praticano attività all'aria aperta o ci si reca nelle zone più a rischio di incontro con questi piccoli parassiti, tra l'erba dei prati o in montagna nei pressi di zone boschive - dichiara Alberto Tomasi, presidente della Simvim, la Società italiana di medicina dei viaggi e delle migrazioni - Attenzione, dunque, all'abbigliamento, privilegiate pantaloni lunghi e ispezionate sempre il corpo al vostro rientro a casa ma la vaccinazione resta la più efficace misura protettiva contro l'encefalite da zecca (Tbe)".

"La profilassi - prosegue - è indicata soprattutto negli adulti e bambini che risiedono o si recano nelle zone 'a rischio' ed è necessario ricordare che è importante completare il ciclo di vaccinazione ed effettuare i richiami, in modo da assicurarsi una protezione adeguata contro l'infezione". (ANSA).
   

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