Hyundai Tucson, la rivoluzione che parla coreano

La prova su strada della versione Full Hybrid da 230 CV

Carlo Mandelli MILANO

 Una personalità estetica decisa e fuori dagli schemi, comfort in abbondanza e tecnologia dove serve. La quarta generazione di Hyundai Tucson non passa inosservata e ANSA Motori l'ha provata nella sua versione ibrida, 1.6 TGDI HEV 2WD da 230 CV. Il primo impatto è con il design esterno fuori dagli schemi, al quale serve fare l'occhio e che permette alla Tucson di distinguersi dalla concorrenza. Le forme sono spigolose e volutamente in bella vista. Lo spirito è smaccatamente moderno, diverso dal solito e fa davvero la differenza.
    Il look hi-tech è garantito dalla griglia frontale e dalle luci diurne anteriori che, una volta spente, sono indistinguibili nella calandra. I fari veri e propri, invece, sono quelli integrati ai lati del paraurti. Stesse caratteristiche anche sui lati, dove la sagoma sembra ottenuta con sapienti colpi di accetta, per l'occasione sferrati dai capaci designer coreani.

    La nostra prova ci porta a bordo di una Tucson mossa da un motore turbo-benzina da 1,6 litri per 180 CV, abbinato a un motore elettrico da 60 CV, con batteria da 1,49 kWh: la potenza di sistema arriva così a 230 CV e 350 Nm, più che buoni per affrontare i percorsi quotidiani, tra l'urbano e l'extraurbano di moderata percorrenza. Con la tecnologia full hybrid, sul SUV coreano si alterna la guida in elettrico a quella controllata dalla doppia spinta del motore a benzina assieme all'elettrico.
    Per partire, niente leva del cambio, automatico a sei rapporti, da spostare. Al suo posto, comodi pulsanti e con la 'D' si parte. La levetta, invece, c'è per scegliere le modalità di guida tra Eco o Sport. In modalità Eco, Tucson Hybrid si avvia in elettrico, col motore termico che fa il suo ingresso poco dopo. Per poter procedere esclusivamente in elettrico è invece necessario accelerare molto piano, cosa non sempre possibile nel traffico frenetico della giungla urbana. Con il piede leggero, i consumi sono più che soddisfacenti. Tucson 'ibrido' soffre solo un po' di più, sul fronte consumi, in autostrada.
    A bordo, il comfort è da vera 'premium' e l'abitacolo della Tucson conferma la rivoluzione che ne ha cambiato l'esterno. La plancia ha una forma che converge nell'ampia zona centrale dove ogni comando è a sfioramento. Particolari ed efficaci sono i microfori per il sistema di climatizzazione a 3 zone, mentre sul display dedicato all'infotainment si possono ricreare anche ambienti naturali con relativi suoni di sottofondo, così che la Tucson si trasforma, all'occorrenza, in una stanza per il relax, magari dopo una giornata di lavoro.
    C'è la ricarica wireless per lo smartphone, che viene anche 'raffreddato' ed è molto utile il sistema che ricorda di controllare il divano posteriore per non dimenticare nulla prima di scendere. Un occhio in più sulla sicurezza.
    Imprescindibili, su una Hyundai, sono ormai i comodissimi specchietti retrovisori virtuali, ovvero quelli che proiettano direttamente sul cruscotto le immagini esterne ogni volta che si mette la freccia. Viaggia molto comodo anche chi è seduto sui sedili posteriori, che può contare sulle bocchette dell'aria dedicate e sulla possibilità di regolare la temperatura a proprio piacimento rispetto alla parte anteriore dell'abitacolo.
    Tanto lo spazio a disposizione, grazie anche al passo che cresce di 1 cm. Il bagagliaio da circa 600 litri accontenta tutti.
    Insomma, la versione Full Hybrid di Tucson è un ibrido ma senza ansia da ricarica, che invece avviene in movimento con frenate e rallentamenti. Nel segno della rivoluzione nel design, Hyundai a colpito nel segno e l'andamento delle vendite del SUV coreano già lo confermano.

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