Design & Giardino

L'onda lunga della pandemia rivoluziona le nostre case, ecco come

Divani che abbracciano e cucina al centro, il comfort domestico

Arredi multifunzionali Scrivania con armadio a giorno progetto realizzato su misura da Venturoni studio ph. Michele bonechi © Ansa
  • di Alessandra Magliaro
  • 03 dicembre 2021
  • 11:36

Farsi abbracciare dai mobili, circondarsi di oggetti emozionali e non importa se sono un po' anche inutili perchè del superfluo tutti ne abbiamo bisogno, stradaiarsi su divani accoglienti persino a forma di orso e poi abitare la casa e la cucina specialmente, come mai abbiamo fatto. Gli effetti della pandemia impattano nel nostro stile di vita, nelle abitudini alimentari e persino nello stare in casa. Non è solo una questione di timing, non è solo starci obiettivamente più tempo di prima anche se siamo tornati in ufficio e lo smart working è rimasto una possibilità in più che per tanti aspetti ci stimola. E' proprio un modo di abitare che è in via di cambiamento.
Silvia Mugnano, sociologa dell'abitare della Bicocca di Milano, che nel lockdown ha realizzato on line la ricerca #comerestoacasa, osserva come la nuova normalità (che ancora bene stiamo sperimentando) vede la cucina sempre più un 'third place', un luogo altro, ibrido, e che anche se per il 75% del campione non si è sentito stretto in casa, in  moltissimi hanno rimodulato gli spazi, correndo magari a comprare scrivanie e mobili per fare di una nicchia uno studio.
L'impatto dell'emergenza sanitaria sul design è solo all'inizio: l'architetta e designer d'interni Francesca Venturoni non fa che trovare soluzioni ai suoi clienti impegnati a sistemare gli spazi o a ristrutturare radicalmente. "Gli spazi non bastano mai e così gli arredi sono sempre più multifunzionali, flessibili, con il ritorno alle pareti mobili a chiudere quei living open space che tutti abbiamo vissuto nei decenni scorsi dopo aver rivoluzionato gli appartamenti classico borghesi che avevano la sala per il pranzo divisa dal salotto e dalla cucina. Ora non si torna indietro ma ci si attrezza per cercare privacy, lavorare in casa anzichè andare in ufficio. Ecco dunque tante proposte come porte tessili, pareti che si muovono, persino cucine che scompaiono chiuse in un armadio. Tanti arredi su misura, personalizzando le abitazioni, facendo della casa un abito". E poi c'è la cucina, che è sempre stata il luogo del cuore ma ora lo è diventato anche della salute: dopo il cibo fatto in casa durante il lockdown duro si è passati sempre di più a capire che più ce lo prepariamo noi, meno usiamo lo soluzioni ultraprocessate belle e pronte meglio ci sentiamo. Il fast food non è solo quello delle catene di panini ma anche quello che acciuffiamo al supermercato riempiendo il carrello di corsa con i pronti, che basta aprire la confezione e schiaffare al microonde per stare in tavola in 5 minuti. Senza demonizzare nulla sono però lentamente le abitudini a cambiare e ora andare in ufficio con l'ex schischetta (termine milanese, per tutti gli altri l'operaistico gavetta o un più generico 'portavivande') che per dirla chic ora si chiama all'asiatica bento box, come sottolinea con humor la Mugnano, non fa veramente più inorridire nessuno. "Siamo diventati consapevoli della centralità della nutrizione per motivi di salute - spiega - e vogliamo mangiare bene anche fuori casa, ecco così che il rapporto cibo/lavoro sta cambiando moltissimo: avere con noi borraccia e bento box ossia le confezioni ermetiche con dentro i nostri pranzi è entrata nella nuova normalità, inoltre siamo più consapevoli degli sprechi alimentari e dunque cuciniamo in casa e sprechiamo di meno. Il prossimo passo è riconquistare con tutto questo l'outdoor: avere spazi attrezzati alla convivialità in cui mangiare insieme ciascuno i propri piatti casalinghi, posso essere piazze e giardini urbani ma anche cortili degli uffici".
Tutto questo spiega anche l'impennata di vendite di elettrodomestici da cucina: sono pieni i negozi di modelli sempre più sofisticati, in particolare delle cooking machine ossia robot che preparano tutto e cuociono anche come i Moulinex Companion, il Kenwood Cooking chef, il Moulinex Click Chef, Imetec Cuko, il nuovo Kitchen Aid Artisan Cook Processor per citare i modelli più noti. I dati del primogenito di tutti ossia il Bimby, arrivato oggi al sofisticato Tm6 sono una sorpresa e possono essere il termomentro del cambiamento: Enrica Vitale, head of marketing del brand parla di un + 40% maggio-dicembre 2020 sull'anno precedente e un +30% oggi. Dati che sembrano proprio ulteriore conferma del cambiamento in atto nella nostra società con una maggiore propensione a preparare pasti in anticipo, elaborati o semplici non importa, e portarli con se al lavoro e comunque della voglia di mangiare cibi preparati da noi.
Nella progettazione d'interni in particolare della cucina, Venturoni racconta le linee di tendenza: “Le cucine non devono sembrare cucine” devono assomigliare ad un complemento di arredo qualsiasi quindi via le cappe, via i pensili e dove possibile metterle sollevate su piedini, non nascoste ma ben visibili nel soggiorno solo che non vogliono sembrare delle cucine ma cercano di essere simili a consolle o a dei mobili qualsiasi, oppure i sistemi “indoor” dove abbiamo cucine chiuse dalle ante a scomparsa più simili ad un armadio in modo tale che lo spazio sembri un grande soggiorno. Oppure un trend contrario con cucine protagoniste, centro della casa, colori accesi, conviviali, pensili a giorno, ritorno dell’isola con tavoli lunghi di legno collegati direttamente al piano di lavoro, con attrezzature semi professionali in modo tale da poter lavorare e cucinare. "C'è una attenzione molto forte all'oggettista, ai complementi, per personalizzare le nostre abitazioni. E poi sta entrando sempre più prepotente la tecnologia, oggetti connessi e smart, un focolare domestico che si sta illuminando sempre più di luce blu".

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