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Mania lunch box a scuola, pizza e panini sono out

Per i ragazzi è la volta delle schiscette con cibi healthy e ci sono anche gli influencer food

Lunch box © Ansa
  • di Agnese Ferrara
  • 30 ottobre 2021
  • 17:11

La pasta al forno consumata a merenda in una scuola pugliese, finita recentemente su tutti giornali e in tv perché il dirigente dell’istituto l’ha vietata ricordando le classiche norme sul consumo di cibi in classe, è forse l’emblema di come, alle pizzette e agli snack delle macchinette (molte ancora inaccessibili a causa della pandemia) le generazioni Alpha (i nati fra fra gli anni '10 e gli anni '20 del Duemila) e Z (i nati tra la fine degli anni '90 e la fine degli anni '2000) apprezzino anche i cibi tradizionali e genuini e non solo preparazioni industriali. Il fenomeno si apprezza anche come conseguenza della necessità di imporre gli ingressi scaglionati nelle scuole a causa del Covid che stanno obbligando moltissimi studenti a restare a scuola fino al primo pomeriggio. Per la prima volta si pensa meno alle rigide normative che mal si adattano al momento e si autorizzano i nostri figli a consumare pranzi (portati da casa) in classe, seduti al proprio banco senza potersi muovere e in un tempo molto breve, regolato di istituto in istituto.
Così, a fronte di molti alunni che in classe scartano pizza, panini e bomboloni alla crema, si segnala un nuovo fenomeno che vede l'ingresso nelle classi dei lunch box pieni di cibi salutari, cucinati dai genitori se gli studenti sono piccini ma sempre più spesso dai teenagers che si scambiano le ricette a suon di whatsapp, Instagram e Youtube. Accade nei principali licei della penisola e a dettare il trend sono in particolare le ragazze della Gen Z che si distinguono per una particolare attenzione verso l’alimentazione sana. Il fenomeno ha stimolato i produttori di porta vivande a moltiplicare l’offerta e sta facendo diventare leader indiscussi dei social chef in erba che si sbizzarriscono a comporre i portapranzi con ricette gourmet a misura di ‘schiscetta’ e che gli scolari consultano sempre di più.
Il trend è globale e l’australiano George Georgiavski, padre di due ragazze, riscuote grande successo col canale ‘school lunchbox’ seguito da 182mila adepti su Instagram, adolescenti autonomi ma anche genitori alle prese con i portavivande dei figli piccoli. George suggerisce di usare lunch box multipli in modo da mettere sul banco di scuola una offerta di cibi completa e allegra alla vista. Mini sandwich salutari, crudité di finocchi, carote e sedano tagliati a striscette, frutta secca e macedonia di stagione condita con una spruzzata di limone per non farla annerire sono tra le proposte che accumulano più like. Nei paesi asiatici la ‘bento box queen’ di Instagram è Jessica Woo, madre di 3 bambini. Sul profilo @packmylunchmom crea lunch box creativi, ispirandosi ad esempio a Frozen, a Squid Game e ad Halloween.
In Italia regna whatsapp come mezzo ristretto ai compagni delle singole classi. Qui gli adolescenti si scambiano foto dei porta vivande più attraenti ma ci sono anche vere e proprie influencer globali. Propone lunch box sani e gustosi da portare in ufficio, a scuola o all’università una giovane ragazza, Aurora Cavallo, conosciuta sui social come Cooker Girl con un seguito di oltre mezzo milione di
 persone tra Instagram e TikTok. Oppure la food influencer Ivana Ester Marra di ‘Studenti ai Fornelli’.

Le ricette per il ‘back to school’ di questo anno scolastico di nuovo in presenza dopo oltre un anno di DAD, si sprecano e aumentano quelle sane, vegetariane e vegane che piacciono sempre di più ai ragazzi. Insalate greche, riso basmati oppure farro con legumi o verdure scottate, broccoli e uova sode, salmone alla griglia oppure orata e patatine novelle, insalata e gamberetti, roll vegetariani, insalata di avocado e scaglie di parmigiano e così via. La pasta è inclusa e si va dai paccheri ai fusilli conditi con verdure e mozzarella. Tutto, naturalmente, si coniuga alla versione finger food per ovvi motivi di compartimenti ristretti dei lunch box.

Sul fronte schiscette l’offerta è sempre più vasta: nei principali siti di e-commerce i più gettonati vanno dai classici portavivande in acciaio a forma di tegamini a quelli termici, inclusi quelli di design, magari a più scompartimenti da comporre e legare con fasce elastiche e che nei coperchi includono anche le posate. Rinomati quelli eleganti di Guzzini e di Lékué. Poi ci sono quelli dotati di manico e tracollina, come quelli di Alessi. Hanno una linea minimalista e opzioni termiche in grado di mantenere il pasto caldo anche fino a dieci ore senza corrente i lunch box della francese Monbento (best seller su Amazon nella sezione back to school) mentre quelle di Umami, altro brand francese ultra famoso per i bento box di design che vende in tutto il mondo, hanno anche le vaschette porta condimenti. Molto gettonati sono infatti anche gli accessori: dal set posate ai sacchetti in cotone, anche nella versione termica, dove riporli.
A scuola (università compresa), come pure in ufficio si apparecchia dunque per i nuovi pranzi al sacco e i nostri ragazzi si adattano al periodo difficile mostrando uno spirito creativo e adattivo di cui noi adulti possiamo essere fieri.

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