Consiglio stato su nomine governative

Dopo intervento ministro Bonafede su abolizione

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 20 OTT - "Condividiamo ed apprezziamo il richiamo alla terzietà della giustizia amministrativa, come anche l'impegno per un servizio giustizia più accessibile ai cittadini. La terzietà del giudice amministrativo, e in particolare del Consiglio di Stato, non è intaccata dalla previsione, per una parte dei suoi componenti, della nomina governativa. Tale modalità è stata da tempo giudicata conforme a Costituzione dalla Consulta ed è funzionale ad integrare ed arricchire la composizione del Consiglio di esperienze differenti, provenienti dai corpi tecnici dell'Amministrazione dello Stato, dalle altre magistrature superiori all'Università".
    Lo sottolinea il Presidente della "Associazione tra i Magistrati del Consiglio di Stato" Hadrian Simonetti, intervenuto a Bologna al Congresso nazionale degli avvocati amministrativisti, a seguito delle dichiarazioni del Ministro della Giustizia sulle "nomine governative".
    "La nostra Associazione per prima, in anni lontani ed ancora di recente, ha sempre preteso che la nomina avvenisse sulla base di un parere dell'organo di autogoverno (CPGA) vincolante per il Governo, a garanzia della qualità delle scelte e a tutela dell'indipendenza del Consiglio di Stato. Nel tempo, il procedimento di nomina si è conformato a quello previsto dall'art. 106 della Costituzione per la nomina a Consigliere di Cassazione per meriti insigni. Esiste, quindi, un modello comune, che potrebbe essere ulteriormente arricchito qualora la proposta governativa valorizzasse profili tecnici, anche nuovi, per una tutela ancora più forte dei cittadini e delle imprese", conclude Simonetti.
    (ANSA).
   

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