Dermatologia, gastroenterologia, oculistica, neurologia, nefrologia, ematologia, radiologia, chirurgia ortopedica, fisiatria, psicologia, sono tra le branche direttamente coinvolte dalle malattie reumatiche e con le quali il reumatologo si confronta quotidianamente.
Infatti molte delle malattie reumatiche ed in particolare le artriti infiammatorie e le connettiviti sono patologie sistemiche che possono colpire l'organismo in percentuali più o meno gravi rendendolo progressivamente più fragile.
Per questo motivo la sinergia tra
specialisti delle varie branche mediche può facilitare non solo
la presa in carico ma anche la cura del malato reumatico. Tutto
questo va a ripercuotersi positivamente su un' ottimizzazione di
tempi e di costi di gestione grazie anche all'importante apporto
dei farmaci più innovativi e alla tecnologia con specifiche
piattaforme digitali che mettono in comunicazione il medico di
medicina generale, il paziente e tutti gli specialisti
coinvolti.
A supporto di tutto questo "circolo virtuoso" il Congresso
Campano di Reumatologia in programma a Napoli oggi e domani
all'Hotel Excelsior dedica specifiche giornate alla gestione del
malato reumatico e alle novità terapeutiche. Inoltre questi sono
solo alcuni dei temi al centro del Congresso che è organizzato
da Enrico Tirri, Direttore dell'Unità Operativa di Reumatologia
dell'Ospedale del Mare, Docente della Scuola di Specializzazione
di Reumatologia dell'Università degli Studi della Campania "L.
Vanvitelli" e Consigliere Nazionale della Società Italiana di
Reumatologia (SIR).
Le malattie reumatiche possono interessare articolazioni,
muscoli, ossa e tessuti connettivi con sintomi associati spesso
ad un dolore, talvolta diffuso, che non sempre si "identifica"
nell'immediato. Dato che queste malattie possono portare ad
invalidità permanente se non trattate precocemente, i rischi
legati al ritardo della diagnosi sono molto alti. Il ritardo
diagnostico delle malattie reumatiche in Italia è ancora molto
elevato: circa 7 anni per una diagnosi di artrite psoriasica e
fibromialgia, circa 2anni per una diagnosi di artrite
reumatoide, circa 5 anni per una diagnosi di spondilite
anchilosante; considerando che queste malattie colpiscono una
popolazione relativamente giovane (30-50 anni) anche i costi
sanitari derivanti dai ritardi nelle diagnosi aumentano in
maniera esponenziale. Si stima che il 10-15% degli italiani è
affetto da malattie reumatiche, vale a dire più di 5 milioni di
persone; solo in Campania si contano circa 650.000 pazienti.
La complessità dell'approccio alle stesse deriva dal fatto che
trattandosi frequentemente di malattie sistemiche, occorre
tempismo nella presa in carico del paziente per iniziare subito
il percorso terapeutico più adatto: "Spesso le malattie
reumatiche - afferma il Presidente del Congresso Enrico Tirri -
coesistono con altre patologie la cui interazione può
influenzare significativamente l'evoluzione e il trattamento
della malattia reumatica, con conseguente impatto sulla qualità
della vita, sulla gestione terapeutica e sui costi sanitari.
Molte delle malattie reumatiche sono , altresì, sistemiche e
possono coinvolgere vari organi ed apparati come il cuore, il
polmone, gli occhi, l'apparato gastroenterico e la cute. Il
30-60% dei pazienti può sviluppare patologie cardiovascolari
rispetto alla popolazione generale mentre per esempio nel 25% di
pazienti con artrite reumatoide può sviluppare una
interstiziopatia polmonare. Alte sono le percentuali di ansia e
depressione tra i malati reumatici (30-40%). A queste patologie
si aggiunge l'osteoporosi (30-50%) oltre talvolta a problemi
renali e a malattie infiammatorie gastrointestinali. Poiché il
trattamento della malattia reumatica può influire sulle altre
condizioni cliniche concomitanti - prosegue il Presidente Tirri-
l'interazione tra queste rende cruciale un approccio integrato
nella gestione dei pazienti. Per questo presso le Strutture
Ospedaliere, dove presenti le UO di Reumatologia, gli ambulatori
condivisi con altri specialisti rendono più facile la presa in
carico del malato reumatico. All'Ospedale del Mare di Napoli la
Reumatologia da me diretta abbiamo già messo in atto la gestione
condivisa del paziente reumatologico con specialisti
dermatologi, gastroenterologi, oculisti e psicologi al fine di
facilitarne il percorso diagnostico e terapeutico".
Si discuterà inoltre di farmaci innovativi per la cura delle
artriti e delle connettiviti oltre che di tecniche diagnostiche
in reumatologia. Tra i relatori del Congresso ci saranno Arturo
Cavaliere Presidente della Società Italiana dei Farmacisti
Ospedalieri (SIFO), Francesco Ciccia, Professore Ordinario di
Reumatologia dell'Università della Campania "L. Vanvitelli",
Carlomaurizio Montecucco, Costantino Pitzalis, Professore di
Reumatologia dell'Università di Londra Presidente della
Fondazione Italiana della Ricerca in Reumatologia (FIRA) e
Giandomenico Sebastiani, Presidente della Società Italiana di
Reumatologia (SIR).
La visione integrata delle malattie reumatiche oggi è
notevolmente facilitata dalla telemedicina ed in particolare
della piattaforma iAR plus della Società Italiana di
Reumatologia che rappresenta un vero e proprio ambulatorio
virtuale reumatologico: "Su questo argomento - conclude il
Presidente Tirri - ho recentemente relazionato in Senato della
Repubblica durante la Conferenza stampa di presentazione del DDL
946 in materia di riorganizzazione e potenziamento dei servizi
sanitari in ambito reumatologico - tale sistema telematico mette
in comunicazione il medico di base, lo specialista reumatologo,
il paziente e gli altri specialisti interessati dalle singole
comorbidità; abilita i pazienti alla fruizione, ed i
professionisti all'erogazione di una serie di servizi che
possono integrare le visite dal vivo. I malati reumatici infatti
necessitano di monitoraggi frequenti e poichè sono spesso in
età lavorativa, possono avere grandi benefici con la possibilità
di effettuare visite da remoto soprattutto se vivono in luoghi
isolati ed hanno problemi di trasporto, di lavoro o di
deambulazione. La telemedicina garantisce quindi una maggior
equità in termini di accesso alle cure, una sinergia maggiore
tra ospedale e territorio e una migliore gestione delle malattie
reumatiche. Tutto questo si traduce in vantaggi e risparmi per
tutta la comunità".
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