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Furti in attività commerciali per mezzo milione, due arresti

Furti in attività commerciali per mezzo milione, due arresti

Bloccati dalla Polizia a Lamezia Terme due fratelli

LAMEZIA TERME, 02 febbraio 2024, 18:59

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Due fratelli sono stati arrestati da personale del Commissariato di Lamezia Terme della Polizia, in esecuzione di un'ordinanza del gip su richiesta della Procura, perché ritenuti autori di alcuni furti in attività commerciali della città che avevano fruttato un bottino di mezzo milione di euro.
    I due, F.B., di 38 anni, e A.B., di 48, entrambi già noti alle forze dell'ordine stati bloccati al termine di indagini iniziate dopo un furto avvenuto nel giugno scorso, quando uno degli indagati, approfittando della momentanea assenza del gestore di un distributore di carburanti su via del Progresso, dovuta alla pausa pranzo, si sarebbe introdotto nel locale locale impossessandosi dell'incasso pari a oltre 8.000 euro. La visione delle immagini dei sistemi di video sorveglianza situati nella zona del furto, integrata dai risultati dei rilievi tecnici eseguiti dalla polizia scientifica, avrebbero consentito di acquisire gravi indizi nei confronti di F.B., ripreso dalle immagini mentre si introduceva nel locale.
    Lo stesso modus operandi è stato riscontrato anche in occasione di un successivo furto, avvenuto nell'ottobre scorso, ai danni di una attività di vendita di bibite, sempre in via del Progresso. Anche in questa occasione, l'analisi dei fotogrammi delle telecamere di video sorveglianza dell'esercizio commerciale e della attività di indagine, avrebbe consentito agli investigatori della Polizia di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti di F.B. che, approfittando dell'assenza dei titolari durante la pausa pranzo, si sarebbe introdotto nei locali riuscendo a circa 33.500 euro in contanti, ed una cassaforte, all'interno della quale erano custoditi titoli bancari per un valore di circa 460.000 euro. In questa occasione F.B. si sarebbe fatto aiutare dal A.B., che dopo aver svolto il ruolo di "palo" all'esterno del negozio, avrebbe aiutato l'altro a caricare la refurtiva a bordo dell'auto usata per la fuga.
   

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