"Il Teodulo: un ghiacciaio già in sofferenza scavato e manipolato dalle ruspe per più di un mese, pur di avere tutto pronto per lo scintillante spettacolo della Coppa del Mondo di sci alpino che inizierà l'11 novembre. Questo è il prezzo che deve pagare l'alta montagna per qualche scampolo di gara nell'era del riscaldamento climatico". E' l'accusa lanciata da Cipra Italia - l'organizzazione non governativa che si impegna per la protezione e lo sviluppo sostenibile delle Alpi dal 1952 - in vista della 'Matterhorn Cervino Speed Opening', in programma tra due settimane intorno al Cervino.
"Per almeno un mese - si legge in una nota - le ruspe hanno scavato, movimentando e deformando il ghiacciaio pur di raggiungere lo scopo degli organizzatori. Forse anche facendo uso di esplosivo si sono fatti strada, eliminando così qualsiasi ostacolo si frapponesse, anche il fastidio di qualche lembo di roccia che affiorava dal ghiaccio. L'importante è che tutto sia pronto per l'11 novembre, con superfici di gara livellate come piani di un biliardo, poiché questo vuole oggi la competizione nel mondo dello sci, in barba alle morfologie della natura".
"Chissà se negli atleti che sottoscrissero lo scorso anno la lettera alla Fis per richiamare l'attenzione sui cambiamenti climatici s'insinua il dubbio sul buon senso di quest'operazione?" osserva Vanda Bonardo, presidente Cipra Italia, che aggiunge: "Questo grande luna park di alta quota riporta alla mente il gran ballo del Titanic, e non è retorica".
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