'Ndrangheta:Geenna,in aula luce su rapporti Viérin-Di Donato

Ad Aosta via a processo 3 giugno, ammessi i 50 testi dell'accusa

L'incontro del 4 maggio 2018 tra l'allora presidente della Regione Laurent Viérin e Roberto Alex Di Donato (per gli investigatori tra gli esponenti di vertice del 'locale' di 'ndrangheta di Aosta), organizzato a casa di Alessandro Giachino, è uno degli aspetti che il pm della Dda di Torino Stefano Castellani vuole ricostruire in aula con una testimonianza (di Massimo Antonio Raffaelli, di Roisan) durante il processo Geenna che si celebra ad Aosta da mercoledì 3 giugno (l'episodio è emerso nell'inchiesta 'Egomnia', su un presunto scambio elettorale politico mafioso alle ultime regionali).
    L'udienza con rito ordinario davanti al tribunale presieduto da Eugenio Gramola (giudici a latere Marco Tornatore e Maurizio D'Abrusco) si tiene dalle 9.30 alle 18 (è invece attesa l'11 giugno la sentenza a Torino per i 12 imputati con il rito abbreviato). Tutti ammessi i 50 testi proposti dall'accusa (sono oltre 100 in totale, con quelli delle difese). Ad Aosta sono imputati Marco Sorbara, consigliere regionale sospeso, Monica Carcea, ex assessore a Saint-Pierre - entrambi accusati di concorso esterno in associazione mafiosa - Nicola Prettico, consigliere comunale ad Aosta sospeso, Alessandro Giachino, dipendente del Casinò di Saint-Vincent e il ristoratore Antonio Raso, tutt'e tre accusati di essere membri del locale di 'ndrangheta di Aosta. Tra i testi dell'accusa anche il primo cittadino del capoluogo regionale, Fulvio Centoz, che sarà sentito in merito alla "proposta di sostegno elettorale formulatagli da Antonio Raso" alle comunali del "2015 e, una volta eletto sindaco di Aosta, alle fasi di formazione della giunta comunale e ai rapporti con Marco Sorbara". Ma anche l'ex segretario comunale di Aosta, Eloisa Donatella D'Anna, riguardo ai rapporti tra Centoz e Sorbara "nella fase della formazione della Giunta comunale, agli appalti per le refezioni e le pulizie presso plessi scolastici valdostani affidati alle ditte Vivenda spa e La Cascina global service colpite da interdittiva antimafia e all'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica gestiti dall'assessorato comunale alle politiche sociali" e "agli esposti presentati presso la procura della Corte dei conti". 
   

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