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Concorso Univda, indaga Corte conti

Concorso Univda, indaga Corte conti

Procuratore Atelli, casi sospetti non solo in Umbria

AOSTA, 15 aprile 2019, 17:56

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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"Stiamo indagando, in particolare, sul concorso da ricercatore universitario svoltosi nel 2014 e poi revocato perché, forse, aveva vinto un candidato 'inatteso'". Lo dichiara all'ANSA il procuratore regionale della Corte dei conti della Valle d'Aosta, Massimiliano Atelli, che spiega: "Il tema dei concorsi pubblici dal risultato, per così dire, 'atteso', non si pone solo in Umbria. E non si pone soltanto nel settore sanitario". Quindi prosegue: "Anche in ambito universitario, infatti, questa resta una questione di grande attualità. Generalizzare è sempre sbagliato e mettere indiscriminatamente sotto accusa un intero sistema è un modo improprio di affrontare le questione, perché si rischia soltanto di accrescere la sfiducia verso le istituzioni. Che è esattamente quello di cui, in questo difficile tornante della storia, il Paese non ha bisogno. Tuttavia - sottolinea il procuratore - le situazioni sospette non mancano, anche qui in Valle d'Aosta, e in questi casi il problema non può essere ignorato".

La vicenda su cui indaga la procura regionale della Corte dei conti era finita anche davanti al Tar della Valle d'Aosta. Furio Ferraresi aveva vinto il concorso per un contratto triennale da ricercatore di Storia delle dottrine e delle istituzioni bandito nell'estate 2013, ma l'ateneo valdostano non lo aveva mai assunto. Anzi, la procedura era stata revocata nel maggio 2014 e ne era stata avviata un'altra per una assunzione annuale. Anche questo secondo concorso era stato vinto dallo stesso candidato, che era stato assunto.
Nel 2015 i giudici amministrativi avevano accolto il suo ricorso, annullando la deliberazione con cui era stata revocata la sua assunzione triennale. Il Tar aveva ritenuto in particolare che un ente pubblico non potesse revocare il bando dopo la nomina del vincitore e aveva inoltre condannato l'Università della Valle d'Aosta a risarcire 2.000 euro di spese processuali.
   

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