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Regista di Vasco, per video vinta lunga battaglia

Regista di Vasco, per video vinta lunga battaglia

Salvati, "E pensare che mi consideravano come i porno..."

ROMA, 22 gennaio 2020, 19:26

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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"E pensare che fino ad oggi noi registi di videoclip eravamo considerati al pari dei registi di video porno...". Quarant'anni di carriera ai massimi livelli, autore di oltre 300 videoclip da Sting a Vasco Rossi, osannato nel settore, tanto da meritare il titolo di "Fellini del videoclip", Stefano Salvati è la testa d'ariete che facendosi portavoce dei grandi nomi della musica italiana, da Gino Paoli a Bennato, passando per Fiorello, ha convinto il ministro della cultura Franceschini a firmare il decreto che riconosce la natura artistica dei videoclip, ammessi così anche alle facilitazioni fiscali previste dal tax credit.
    Lui che ha diretto gli Aerosmith, Billie Preston, Toquinho, tanto per citarne qualcuno, persino una giovanissima Angelina Jolie alle prime armi per un video di Antonello Venditti (era Alta Marea), che ha girato un videoclip con Roman Polanski (Angeli di Vasco Rossi) , che ha lavorato come autore anche per l'ultimo progetto del grande Fellini, oggi è soddisfatto come un bambino. "Quasi il più bel giorno della mia vita", confida al telefono con l'ANSA, "perché finalmente questa lunga battaglia è vinta". Dietro, spiega, c'è l' IMAGinACTION, primo (e unico) festival mondiale di videoclip, che Salvati ha lanciato e dirige, con il sostegno della Fimi, ma anche una vita di lavoro e di aspettative oggi condivise da un numero sempre crescente di persone che chiedevano considerazione per una forma d'arte in qualche modo bistrattata. "Tanti giovani", sottolinea, "perché quella dei videoclip è la forma d'arte più seguita dalle nuove generazioni".
    Nel 2017 una petizione firmata da tutti i nomi più blasonati del pop italiano, da Vasco Rossi a Venditti, non aveva raggiunto l'intento. Nell'incontro di una settimana fa al Collegio Romano è andata decisamente meglio: "Franceschini è stato un grande, ha ammesso l'errore, si è impegnato a riparare con un decreto".
    Una "cosa bellissima", aggiunge, che grazie al tax credit potrà essere importante anche per il turismo: "Ve lo immaginate che pubblicità per il nostro paese se una grande star internazionale viene a girare un video in Italia? Ora sarà molto più facile".
   
   

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