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100mo Mata Hari, la spia che danzava

Il doppio gioco con Germania e Francia le costò la vita

(ANSA) - ROMA, 14 OTT - Quando il plotone d'esecuzione il 15 ottobre 1917 eseguì' a Vincennes la pena capitale nei confronti della danzatrice olandese Margaretha Geertruida Zelle, in arte Mata Hari, condannata a morte in Francia con l'accusa di essere una spia della Germania, lei ricambiò più volte il saluto con cortesi cenni del capo, blandamente legata a un palo. Rifiutata la benda poté fissare i dodici fanti ai quali era stato assegnato il compito di giustiziarla: uno di essi, secondo regola, aveva il fucile caricato a salve. Degli undici colpi, otto andarono a vuoto, ultima galanteria dei militari di Francia, uno la colpì al ginocchio, uno al fianco, il terzo la fulminò al cuore: il maresciallo Pétey diede un inutile colpo di grazia alla nuca. Nessuno reclamò la salma, sepolta in una fossa comune. Eppure la danzatrice senza veli aveva fatto impazzire con il suo corpo gli uomini di tutta Europa. Mata Hari nasceva a Leeuwarden il 7 agosto 1876, unica femmina dei quattro figli dei coniugi Adam Zelle e Antje van der Meulen.
   

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