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L'allarme di Varane, 'in carriera tante commozioni cerebrali'

L'allarme di Varane, 'in carriera tante commozioni cerebrali'

Difensore campione del mondo 2018: 'ho danneggiato il mio corpo'

ROMA, 02 aprile 2024, 16:35

Redazione ANSA

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© ANSA/EPA

"Ho danneggiato il mio corpo". Lo dice, con tanto di prima pagina dedicata a questa frase, il campione del mondo 2018 Raphael Varane intervistato dal quotidiano sportivo 'L'Equipe'. Varane, difensore che con il Real Madrid ha vinto tutto prima di passare al Manchester United, racconta in particolare di aver subito, durante la sua carriera, varie commozioni celebrali e mette l'accento sulla pericolosità di questa situazione arrivando anche a dare un messaggio per suo figlio: "ha 7 anni e gioca a calcio, io gli consiglio di non andare sulla palla di testa. Per me è essenziale".
    E' una presa di coscienza con parole forti, e Varane dice di prestare attenzione ai pericoli a cui sono sottoposti quotidianamente i calciatori, e dai quali sono poi condizionati. "Quando guardo alle tre peggiori prestazioni della mia carriera - le parole di Varane -, ce ne sono almeno due prima delle quali ho avuto un trauma cranico. Sempre qualche giorno prima: contro la Germania nei quarti di finale della Coppa del Mondo 2014 e poi quando ero con il Real Madrid, gli ottavi della Champions League 2020 contro il Manchester City".
    "In dieci anni non ho mai voluto parlarne - dice ancora Varane - perché può sembrare come una scusa e non voglio che sia così.
    Appari debole come conseguenza del dire che sei stanco, che hai un'emicrania o senti gli occhi affaticati".
    Queste parole richiamano alla mente anche il caso di Loris Karius, portiere del Liverpool nella finale di Coppa dei Campioni del 2018 persa contro il Real Madrid, quando rimase in campo dopo aver patito una commozione cerebrale e si rese protagonista, suo malgrado, di una prestazione tragicomica che facilitò la vittoria della squadra spagnola. A causa del rischio di concussioni, nel calcio giovanile inglese sotto i 12 anni è vietato colpire il pallone di testa.
   

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