• Conte alla Camera. Premier chiede coraggio, progetto è chiaro - IL PUNTO

Conte alla Camera. Premier chiede coraggio, progetto è chiaro - IL PUNTO

Meloni, mercimonio,vergogna. Zingaretti,preoccupato,via stretta

Nella sua replica alla Camera, Giuseppe Conte rafforza ancora l'appello ai "volenterosi" e alle coscienze dei singoli dalle cui scelte "in questa ora grave dipende il futuro del paese". Si stupisce delle critiche, il premier, perchè il suo è "un appello chiaro, nitido, per un progetto politico articolato" europeista ed in linea con il multilateralismo della nuova amministrazione di Joe Biden (che Conte dice di aver sentito in una lunga e calorosa telefonata). Un appello rivolto a liberali, popolari, socialisti, in modo "trasparente, alla luce del sole e proposto nella sede più istituzionale e rappresentativa del Parlamento". Dunque Conte i "volenterosi" ad avere coraggio e a mettersi in pista (offrendo anche a chi dovesse entrare nella nuova maggioranza la delega che è pronto a lasciare all'agricoltura). "Malgrado le condizioni, questo percorso è corretto dal punto di vista istituzionale e forte politicamente, nelle condizioni date", gli da man forte da una riunione del PD il segretario dem Nicola Zingaretti, dopo che dallo stesso incontro erano filtrate le sue forti preoccupazioni ed i presenti avevano riferito la grave frase da lui pronunciata: "La strada, strettissima, molto più stretta di quanto si immagini, perché non possiamo in prospettiva accettare di tutto". Il voto della Camera - dove sono in corso le dichiarazioni di voto - ha una sua grande importanza per rinforzare il "prudente ottimismo" con cui il premier guarda alla conta in atto per un primo rafforzamento della maggioranza (il vero e proprio allargamento Sto arriverebbe in un momento successivo). Ma gli occhi sono tutti puntati sul Senato, dove il governo conta di avere una maggioranza relativa (tra i 151 ed i 155 voti), sapendo che comunque sarà necessaria una maggioranza assoluta per provvedimenti come lo scostamento di bilancio ed i ristori. L'astensione annunciata da Iv potrebbe abbassare la soglia del voto, ma i renziani fanno filtrare un possibile no di alcuni che cambierebbe ancora le carte in tavola. Durissimo il discorso della leader di FdI Meloni: "un vergognoso mercimonio", mentre nelle parole della capogruppo Fi Gelmini torna il no di Forza Italia ad un sostegno e anche l'Udc ribadisce che resterà nel centrodestra. Ettore Rosato è tornato ad offrire la mano tesa di Iv, con parole che ormai per Giuseppe Conte sono fuori tempo massimo.

"Aiutateci".
Giuseppe Conte lo ripete tre volte con tono accorato, nell'Aula della Camera dove parla in primis al Paese "sgomento per la crisi", a maggioranza e opposizione, ma non a Matteo Renzi, o chi non scelga con chiarezza l'europeismo. "A tutti coloro che hanno a cuore il destino dell'Italia, chiedo: aiutateci. Aiutateci a ripartire con la massima celerità. Aiutateci a rimarginare al più presto la ferita che la crisi in atto ha prodotto nel 'patto di fiducia' instaurato con i cittadini". E' l'appello che il premier fa ai "volenterosi", chiedendo a liberali, popolari, socialisti un "appoggio limpido". Per farsi "costruttori". E con la salda base M5s-Pd-Leu lavorare - "cuore e sympatheia"- a un nuovo "patto di legislatura". Bisogna rimediare "al grave gesto di irresponsabilità che ci ha precipitato in questa grave crisi, che non aveva alcun plausibile fondamento". "Una ferita profonda", che ha fatto "gravi danni" facendo salire lo spread e scendere la nostra reputazione nelle cancellerie di tutto il mondo.

"Adesso si volta pagina", dice Conte al convitato di pietra Matteo Renzi senza mai nominarlo. "Non si può pensare di recuperare la fiducia, cancellare ciò che è accaduto" e ha ferito i cittadini italiani, non tanto e non solo il premier e la sua maggioranza. Arriva dunque - insieme all'elenco delle cose fatte e all'impegno del governo per una nuova legge elettorale proporzionale - la promessa di un rimpasto "per rafforzare la squadra di governo" e quella di passare la delega sui servizi. Ma non sono più concessioni a Renzi, dopo i suoi "attacchi aspri e scomposti", le sue "continue pretese e rilanci su temi divisivi per la maggioranza". Conte parla "a testa alta, non per arroganza o come chi pensi di non aver fatto errori, ma come chi ha impiegato tutte le sue energie fisiche e mentali per proteggere i cittadini" nella "sfida di portata epocale" della pandemia. Nessun J'accuse come quello pronunciato verso Matteo Salvini alla fine del primo governo Conte, ma parole definitive verso chi "ha aperto una crisi" e ha "dissipato energie" in un momento cruciale per il Paese". Per "trasparenza e linearità" il premier chiude a Renzi e chiede fiducia a "volenterosi" e "costruttori". Senza dimenticare di ringraziare le opposizioni per "la responsabilità dimostrata".
Ma Salvini ribatte: "costruttori tradotto vuol dire poltronisti". E insieme a Fdi e Fi presenta una mozione per bocciare il premier e chiedere a gran voce il voto.

"Ho fiducia nel Paese"
- Inizia oggi con l'intervento del premier Giuseppe Conte alla Camera, previsto alle 12, la "prova" più dura per capire le sorti del governo e, di conseguenza, il prosieguo della legislatura. Giuseppe Conte non nega che la "situazione non sia semplice", ma al contempo dice di aver fiducia "nei parlamentari e nel Paese". La giornata decisiva sarà però domani quando il presidente del Consiglio si presenterà in Senato dove, almeno al momento, i numeri a disposizione della maggioranza non arriverebbero a quota 161. 

Ma, nonostante le cifre non siano attualmente quelle sperate, a sentire gli azionisti della maggioranza l'esecutivo andrà comunque avanti: "Il tentativo di far cadere il governo non riuscirà", mette in chiaro il vicesegretario del Pd Andrea Orlando che definisce Conte "un punto di equilibrio". Orlando è inoltre convinto che le forze in Parlamento che hanno "a cuore l'interesse del Paese si manifesteranno quando sarà il momento di dare un segnale". Dello stesso avviso Luigi Di Maio che in un'intervista al Corriere attacca Matteo Renzi bollandolo come "irresponsabile" per aver aperto la crisi: "Conte parlerà in Aula e lì ci sarà una distinzione tra costruttori e distruttori", è l'opinione del ministro degli Esteri.

Ma Renzi non molla la presa e torna a rivendicare i motivi dello strappo: "Piano piano, trasmissione dopo trasmissione, giorno dopo giorno, la verità inizia a venire fuori. Si capisce che il Recovery Plan ancora non va", scrive sulla sua e-news in cui sottolinea che "cresce la preoccupazione per una maggioranza raccogliticcia e senza respiro". Che, tra l'altro, prova in tutti i modi, accusa il leader di Iv, a fare pressione sui suoi parlamentari Attenzione massima, dunque, al pallottoliere e all'atteggiamento di Italia Viva anche se Pd e M5s sembrano indisponibili a riaprire un dialogo dopo quanto accaduto. 

Chi non ha dubbi su quali siano le scelte compiere è il centrodestra che ha depositato una risoluzione unitaria in cui si evidenzia "il fallimento del governo Conte". Per il leader della Lega Salvini le strade sono due. Se il premier non ha i numeri, avvisa, "si torni al voto, oppure, se Mattarella lo ritenesse, il centrodestra ha progetti e poche cose da fare velocemente per tirare fuori il paese dalla pandemia".  
   

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