• Terzo settore: ecco cosa prevede la riforma sul servizio civile universale

Terzo settore: ecco cosa prevede la riforma sul servizio civile universale

Tra le novità la definizione dello status giuridico dei giovanni ammessi; possibilità di riconoscimento dell'esperienza fatta a fini lavorativi

La delega al governo per la riforma del Terzo Settore prevede anche l'ISTITUZIONE DEL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE. Ecco, in pillole, le indicazioni previste dal testo:

- istituire un servizio civile universale finalizzato alla difesa non armata attraverso modalità rivolte a promuovere attività di solidarietà, inclusione sociale, cittadinanza attiva, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale della nazione, sviluppo della cultura dell’innovazione e della legalità nonché a realizzare una effettiva cittadinanza europea e a favorire la pace tra i popoli;
- prevedere un meccanismo di programmazione, di norma triennale, dei contingenti di giovani di età compresa tra 18 e 28 anni, anche cittadini dell’Unione europea e soggetti ad essi equiparati ovvero stranieri regolarmente soggiornanti o partecipanti ad un programma di volontariato, che possono essere ammessi al servizio civile universale e di procedure di selezione ed avvio dei giovani improntate a principi di semplificazione, trasparenza e non discriminazione;
- definire lo status giuridico dei giovani ammessi al servizio civile universale, prevedendo l’instaurazione di uno specifico rapporto di servizio civile non assimilabile al rapporto di lavoro;
- coinvolgere gli enti territoriali e gli enti pubblici e privati senza scopo di lucro;
- prevedere criteri e modalità di accreditamento degli enti di servizio civile universale;
- prevedere un limite di durata del servizio civile universale che contemperi le finalità del servizio con le esigenze di vita e di lavoro dei giovani coinvolti e della possibilità che il servizio sia prestato, in parte, in uno dei paesi dell’Unione europea, nonché, per iniziative riconducibili alla promozione della pace e alla cooperazione allo sviluppo, anche nei paesi al di fuori dell’Unione europea;
- riconoscere e valorizzare le competenze acquisite durante l’espletamento del servizio civile universale in funzione del loro utilizzo nei percorsi di istruzione e in ambito lavorativo.

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